martedì 28 febbraio 2012

Mani calde

Ciao ragazzi, come andiamo?
Oggi vorrei parlarvi di uno splendido libro che ho ricevuto in regalo tramite un giveaway organizzato da Monica di Books Land: grazie ancora Monica, e come avevi previsto il libro mi è piaciuto! ^_^
L’autrice, Giovanna Zucca, è un’infermiera che ha lavorato per anni nel reparto di neurochirurgia e ha deciso di mettere su carta le sue esperienze per paura di perderle e non ritrovarle più, come spiega nell’intervista che ha rilasciato proprio nel blog di Monica.
Mani calde” è la storia di un legame speciale che si instaura tra un bambino, Davide, e il suo medico, il “cafone malefico” Pier Luigi Bozzi (come si evince già dalla splendida copertina). Tutti in ospedale chiamano il primario con questo appellativo, perché appare freddo, insensibile e urla contro tutti. L’arrivo di Davide in ospedale però gli cambierà la vita. Arriva in condizioni gravissime, nessuno vuole operarlo perché sembra inutile, non c’è niente da fare, ma Bozzi capisce immediatamente che quel bimbo è speciale e non può perderlo, decide perciò di operarlo. Bozzi sarà anche un cafone malefico ma le sue mani sanno fare dei miracoli. Davide sopravvive all’intervento e alla conseguente infezione, anche se è in coma. Bozzi instaura con lui un rapporto fatto di “conversazioni mentali”; il primario non riesce a spiegarsi il perché ma riesce a sentire quello che il bambino dice, pensa e chiede. Davide è sicuro che si rimetterà presto perché il cafone malefico, così lo “chiama” anche lui, ha le mani calde. Questo mocciosetto con i denti da coniglietto riuscirà a tirare fuori il meglio di Bozzi, quello che gli altri non vedono sotto la sua scorza dura e insensibile Davide riesce a vederlo ed è convinto che lui abbia sempre fatto finta di essere cattivo, ma in realtà non lo è e grazie a questo bimbo speciale Bozzi riuscirà a riprendere in mano la sua vita, ad avvicinarsi per la prima volta a sua figlia e all’amore. Come andrà a finire però quando Davide si sveglierà? Si ricorderà di tutto quello che si sono detti i due? 

E’ raro avere sottomano un capolavoro simile: l’autrice è in grado di passare da un registro all’altro senza alcuna difficoltà: un momento prima è Davide che parla, il momento dopo è la mamma, poi il dottore, un momento dopo ancora interviene anche l’amante di Bozzi e il tutto si sussegue con molta semplicità e scorrevolezza, senza che il lettore si perda nei meandri di una situazione tragica ma allo stesso tempo piena di speranza. Giovanna descrive bene i sentimenti contrastanti che attanagliano i genitori di Davide e anche il mutamento interiore e di conseguenza esteriore che subisce il dottor Bozzi. Viene anche affrontato il tema del coma, su cui molto si discute e sul quale non si hanno certezze per così dire “scientifiche”. I pazienti in coma possono sentire e vedere tutto? Comunicano con noi in qualche modo? L’autrice parla di fede nell’intervista: “Io esprimo una fede. Credo che qualcosa alla coscienza arriva. Voglio credere che sia così”.

E’ un libro bello, intenso, commovente e straziante, ricco di sensazioni potenti che trascendono quasi le parole. La fine ti arriva dritta al cuore come una certezza cui Bozzi e noi lettori non possiamo sottrarci, ma forse l’autrice ci regalerà il seguito del suo primo splendido romanzo! ^_^

pag. 36: “Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!

pag. 76: “Non vedo l’ora di vederlo il cafone, così gli dico che lo so che è stato lui a tirarmi fuori dal buco... Ma uno che ti vede dentro la testa ormai sa tutto di te, no? Allora non serve che gli dico le cose, perché le avrà già viste. E così lo sa che anche se lo chiamo cafone non è per niente vero”.

pag. 83: “Perché li ascoltiamo così poco i bambini? Forse loro hanno un legame diretto con Dio in quanto bambini e forse ci dicono qualcosa, ma noi non vogliamo ascoltarli”.

22 commenti:

  1. Sembra un libro molto profondo, incentrato su temi che, si sa, spaventano e non poco, il coma, gli ospedali, sono sempre al centro di infinite polemiche a volte utili, a volte inutili, ha fatto bene l'autrice a mettere a nudo una delle tante realtà che ogni giorno vedono protagonisti medici pazienti ed infermieri!
    Brava Chiara per avercele fatte conoscere. smack

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero, sono temi che fanno paura, ma qui vengono affrontati soprattutto dal punto di vista di un bambino innocente ed è bello per questo! Tra l'altro quanti medici sono insensibili? E' una dure realtà!

      Elimina
  2. Sono felicissima che ti sia piaciuto (ma non avevo dubbi) è un libro che consiglio a tutti.. saprà infondervi speranza ve lo assicuro!
    Splendida recensione Chiara, spero che Giovanna passi di qui a leggerla!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, penso che possa piacere davvero a tutti! Grazie Monica! Giovanna mi ha già scritto su facebook entusiasta!

      Elimina
    2. ah che bello! Lei è carinissima!

      Elimina
    3. Sììì me ne sono accorta, è dolce! :-)

      Elimina
  3. Questo libro è molto vicino alla realtà che vivo in ospedale, lavorando come Psicologa"part time", come sai , giro diversi reparti, e la figura di questo medico l'ho rivista in tantissimi medici, come tutto ciò che viene raccontato persino il coma, e conosco anche il punto di vista degli infermieri in merito, per cui penso proprio che lo leggerò. grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Immagino... certamente non è facile lavorare in ospedale, soprattutto in alcuni reparti, ti fa capire quanto sei fortunato!

      Elimina
  4. bello Chiara...sembre una storia davvero interessante!

    RispondiElimina
  5. Ne avevo sentito parlare, se tu confermi che è molto bello, ci credo ;) Questo me lo metto in lista PER ME.
    ps. ho spedito alla mia amica I piaceri intimi del cioccolato: tu mi fai sapere dei biscottini al burro, io ti faccio sapere del romanzo, ci stai? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uuuu che fiducia! :"> A me è piaciuto molto e penso possa piacere a tutti! ^_^ ps: okay cara, ci sto! ;-)

      Elimina
  6. mi sono venuti i brividi nel leggere questa trama,immagino quante sensazioni si possano provare durante questa letttura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì.. i brividi scorrono a fiumi sulla pelle mentre lo si legge!

      Elimina
  7. Che bello!
    non ne avevo ancora sentito parlare ma mi piace!
    Grazie
    ciao

    RispondiElimina
  8. Soltanto ti dico che prima di lasciarti il commento ho preso il quaderno in cui scrivo le cose da fare (libri da leggere, film da vedere, ricette da provare, luoghi da visitare...) e ho copiato il titolo e l'autrice di questo libro. Grazie della recensione. Probabilmente lo comprerò ad aprile a Roma. Un bacione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi piace questo tuo quaderno delle "cose da fare"! E' bello! Mi fa piacere che ti sia segnata questo libro.. sicuramente qui lo trovi! baciii

      Elimina
  9. Perchè nn mi convince??? mah... te lo farò sapere... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh sì, fammi sapere che son curiosa! ^_^

      Elimina
  10. Penso che questo libro mi piacerà un sacco!!!

    RispondiElimina
  11. La tua recensione è bellissima! questo libro però anche se mi incuriosisce molto...mi sa che è troppo straziante per me... non so perchè, da quando sono diventata mamma, se ci sono bimbi di mezzo mi immedesimo troppo e poi mi sento male! Credo che tutti i medici, e in particolare quelli che lavorano nei reparti di pediatria abbiano dovuto imparare ad indossare un' enorme armatura per non farsi coinvolgere emotivamente e per poter svolgere bene il proprio lavoro.
    Un bacione chiaretta! :)
    Laura

    p.s. scusami se sono un pò assente dal tuo blog... vado sempre di fretta e non sempre riesco a commentare (colpa della mia connessione...) però le tue recensioni le leggo sempre! :)

    RispondiElimina
  12. Ciao Laura! Non preoccuparti.. ho letto dei tuoi problemi con la connessione, tranquilla! Immagino che diventando mamma si diventi molto più sensibili di fronte a certi argomenti, però ti garantisco che per quanto commovente questo libro infonde anche speranza e coraggio! Tra l'altro non avevo messo in conto quello che tu stessa dici: è vero, i dottori devono costruirsi una corazza per affrontare le situazioni che si trovano di fronte tutti i giorni, devono avere un grande enorme coraggio! un bacio grande cara

    RispondiElimina

Abbuffiamoci di parole!!!