mercoledì 30 maggio 2012

Un po’ di poesia

Buongiorno a tutti!
Purtroppo in questi giorni si rincorrono notizie scoraggianti provenienti dall’Emilia e non solo. Sono vicina a tutte le famiglie vittime di questo terremoto che sembra non fermarsi più. Siamo impotenti di fronte a questi fenomeni naturali. Sembra che la natura voglia ribellarsi, portandosi via però persone innocenti.
Le immagini che ci giungono sono terribili e tristi. Nel mio piccolo cerco di fare qualcosa, intanto vorrei abbracciare virtualmente tutti i terremotati. Coraggio!
A tutti voi vorrei dedicare questa raccolta di un giovane scrittore, Davide Maselli: “Caos di cose a caso”.


E’ una raccolta di pensieri, un po’ confusi e caotici, come dice l’autore stesso, ma profondi.
Silvia Denti ha curato la prefazione, dice di lui: “Giovanissimo, profondo, inaspettato, questo Autore è uno dei pochi che mi sorprende ad ogni pagina. [...] Lui è un “complesso” semplice e inoltre è uno spontaneo, uno che si concentra molto di più sul contenuto che sulla forma”. E ancora: “Caos di cose a caso non è certamente un’autobiografia del dolore, bensì è l’affacciarsi alla vita di un ragazzo profondo, le sue esperienze, quei dettagli che molto spesso vengono tralasciati, le sfumature vere, le venature speciali, le orme nella sabbia dell’anima, quelle che quasi sempre si dimenticano lì, tra i granelli; ecco, Davide prende tutto questo e lo porta tra le braccia giovani, vergini, inesperte, ma pulite, rosee, le spalanca fiducioso, non ancora spaventato dalle bastonate della vita, ne trae le emozioni e le racconta, così come narra delle diecimila domande che nascono alla sua mente, punti interrogativi che egli sa rielaborare e fissare come convinzione, cose a caso ma non troppo, poiché alla fine dei conti nulla è per caso. Un uomo che ha poco passato, ma è pieno d’infinito, una penna che sa fare poesia senza saperlo, una sorta di fenomeno”.

Vi ho riportato alcuni passi della prefazione, perché sicuramente spiegano molto meglio di me chi è Davide e la sua opera.
La poesia per me è un terreno sconosciuto, ma mi sento di dire che alcuni pensieri confusi di Davide sono anche i miei.

Provo a camminare su un binario nuovo e sempre interrotto dalla nebbia, non so dove conduca né se conduca. Non sono più io. Ora sono quel binario interrotto su cui cammina il mio corpo, sul cui ferro riflette l'intelletto, tra le cui rotaie come su nove note si snoda la mia anima spezzata”.

È difficile che siamo soli, anche quando non c’è nessuno. Se nella nostra intimità compiamo gesti o ci comportiamo in maniera insolita, forse ancora sogniamo non che ci guardino, ma che ci facciamo vedere di nascosto, poiché questo avviene solo nella nostra mente. Così siamo tanto abili a legare il nostro cuore”.

Questa è la pagina fb di Davide: http://www.facebook.com/masellidavide

Qui trovate le informazioni sul libro sul sito della casa editrice: http://www.rupemutevoleedizioni.com/la_quiete_e_l'inquietudine.htm


Titolo: Caos di cose a caso
Autore: Davide Maselli
Editore: Rupe Mutevole
Collana: La quiete e l’inquietudine
Pagine: 44
Prezzo: 10,00€

lunedì 28 maggio 2012

Una bella domenica

Buongiorno a tutti!
Ed ecco di nuovo il brutto tempo, non vuole proprio abbandonarci quest’anno! Mi son svegliata che era tutto nuvoloso e ora piove :-/ Uff
Per fortuna che questo weekend, a parte un paio d’ore sabato, ci ha graziato! Che poi dico no: ogni volta che decido di andare dal parrucchiere piove?? La prossima volta, prima di prendere l’appuntamento dovrò guardare il meteo mi sa!

A parte questo, domenica mi sono alzata piena di buoni propositi. Ho convinto il mio maritino ad accompagnarmi alla fiera del libro a Latina, vicino casa nostra.


Appena arrivati, ci siamo goduti una bella colazione in un bar nelle vicinanze e poi ci siamo addentrati in questo villaggio di stand libreschi.
Diciamo che mi aspettavo qualcosina in più, visto che si parlava di 60 case editrici nazionali, ma ahimè, 60 non erano, gli stand erano molto meno. Si parlava anche di degustazioni di prodotti e vini di cui non ho visto traccia, forse era troppo presto? Probabile...
Diverse le case editrici presenti: Arduino Sacco Editore, Sagel Edizioni, Bae Edizioni.
Alle 10, come vedete dalle foto, c’è stata la presentazione del libro “Il cuore di Gemma” di Flavia Del Giudice, edito dalla Arduino, storia autobiografica di una mamma che scopre di essere incinta di due gemelli: un argomento già visto e sentito!



Insomma, non ne sono rimasta contenta, l’avrete capito... magari il prossimo anno andrà meglio!

Dopodiché, visto che era presto, ci siamo diretti all’Abbazia di Valvisciolo, bellissima, vero? Il panorama era mozzafiato (chiedo scusa per le foto, ma le ho fatte con il cellulare!) e anche l’interno della Chiesa merita una visita, così come il chiostro e il punto vendita dei monaci, con prodotti locali, tisane, miele e naturalmente crostatine con le visciole, una squisitezza!




Il pomeriggio invece siamo partiti alla volta di Doganella di Ninfa, dove pensavamo ci sarebbe stata la sagra della pecora, ma anche qui si trattava di due stand messi in croce! Io adoro le sagre e i piccoli paesi, ma questo è veramente minuscolo.
Perciò abbiamo proseguito verso Norma, un grazioso antico paesino situato sui monti Lepini, dove c’è il Museo del Cioccolato che però la domenica è chiuso, ma sicuramente ci tornerò perché non voglio perdermelo!!
Dopo Norma, ci siamo incamminati verso Cori, che risale al 642 a.C. e dove si trova il suggestivo Tempio di Ercole (I sec. a.C.), da cui si gode di un panorama mozzafiato.
Questi due paesini sono pieni di gente e di vitalità, mi è piaciuto molto immergermi nella pace dei monti e di queste piazze dove ci sono gli anziani (uomini naturalmente) seduti al bar a giocare a carte, mentre le signore chiacchierano sotto casa o ricamano.
Mi è sembrato di tornare bambina, quando andavo a trovare i nonni tra Abruzzo e Marche e stavo lì tutta l’estate, era bello vivere la natura, il verde, l’aria pulita...

Insomma, consiglio a tutti una gita da queste parti!! Vi aspetto!!! ^_^

mercoledì 23 maggio 2012

Fallen di Lauren Kate

Buongiorno a tutti miei cari lettori!
Ho scoperto, tramite il blog Libri&Popcorn la splendida iniziativa che si terrà vicino casa mia dal 25 al 27 maggio in p.zza del Popolo a Latina: “Tutto il sapore del sapere”, IX edizione.
Verrà allestito una sorta di villaggio con stand di case editrici nazionali nonché di degustazioni di prodotti e vini, quindi, libri e cibo, cosa volere di più?
Qui trovate tutto il programma, io penso che andrò domenica (c’è anche Vittorio Sgarbi!), c’è qualcuno di voi che abita nelle vicinanze? Magari ci incontriamo!
Comunque cercherò di fare un po’ di foto, così lunedì le posto! ^_^

Oggi invece vorrei parlarvi di un libro un po’ particolare, particolare perché esula dai miei gusti, ma come sapete sono aperta a tutto e questo romanzo urban fantasy non mi ha deluso: "Fallen" di Lauren Kate.


Lucinda, soprannominata Luce, una ragazza di diciassette anni, viene, suo malgrado, coinvolta in un incidente in cui muore un suo amico, a causa di un incendio. Luce viene mandata in un istituto correzionale, la Sword&Cross. In questa scuola ci sono telecamere di sorveglianza, insegnanti ambigui, studenti con una certa fama, insomma, una sorta di prigione.
Luce viene accolta da una strana ragazza, Arriane, che subito le fa conoscere la scuola e le parla degli insegnanti. Arriane è un po’ stramba, ma le due ragazze sembrano andare d’accordo. Anche Penny diventerà una vera amica per Luce.
Un giorno però vede un ragazzo bellissimo, Daniel, Luce sente di averlo già incontrato prima, ma i ricordi sono sfocati. Si sente attratta da lui, ma il ragazzo all’inizio la respinge. Luce è corteggiata da un altro splendido ragazzo della scuola, Cam, verso il quale, però, ha dei sentimenti contrastanti.
Che cosa succederà in quella scuola? Chi sceglierà Luce? E come mai si sente irrimediabilmente attratta da Daniel?
Naturalmente non vi svelerò tutta la trama, perché il lettore deve scoprirla pian piano, seguendo i ragionamenti di Luce, immedesimandosi nei suoi dubbi e nel suo cuore.
Mi è piaciuta molto la storia che c’è dietro, un amore folle che si rincorre da anni, Daniel e Luce si riconoscono sempre, in ogni vita che vivono e finiscono sempre con l’innamorarsi l’uno dell’altra, ma il loro amore è contrastato da un destino avverso.
Il testo è scorrevole, un po’ lento e ripetitivo in alcuni punti, ma la storia è convincente e coinvolgente, condita di battaglie e di misteri.
Se vi piacciono le storie di angeli, angeli caduti per la precisione, questo è il romanzo che fa per voi!
L’unica nota negativa a parer mio è che questo libro è il primo di una saga composta da 4 libri: ecco, io non amo molto le saghe, soprattutto “letterarie” (tranne quella di Becky - “I love shopping” - anche se pure qui l’ultimo mi ha un po’ delusa!). Già non amo quando al cinema danno il sequel, poi il prequel e poi il terzo e il quarto e il quinto film di una serie, figuriamoci quando si tratta di libri! Solitamente poi il primo film/libro è il più bello di tutti! Non so, mi sembra di esagerare, di portare le storie all’estremo per poi arrivare ad annoiare il lettore. Posso concepire al massimo un seguito che dev’essere all’altezza del primo, ma 4 libri... non sono un po’ troppi? Voi cosa ne pensate?


Per chi vuole saperne di più sulla saga: http://www.fallensaga.it/i-libri.shtml

Sito dell’autrice, Lauren Kate: http://laurenkatebooks.net/

lunedì 21 maggio 2012

Dai diamanti non nasce niente

Buoooongiornooo, come andiamo? Ultimamente mi sono lasciata un po’ trasportare dalla pigrizia bloggeriana generale e non ho pubblicato più niente da mercoledì.
Ma eccomi di nuovo qui, a iniziare la settimana insieme a voi! Come avete passato il weekend, a parte il brutto tempo? Ieri sono andata al cinema con gli amici a vedere “Dark Shadows”, adoro Tim Burton, adoro Johnny Depp e adoro i vampiri :P perciò non potevo lasciarmelo sfuggire. Mi piaciuto molto, divertente, romantico e molto anni ‘70, bellissimo. Michelle Pfeiffer strepitosa!

Venendo ai libri, ho finito da poco “Dai diamanti non nasce niente” di Serena Dandini.



Ero curiosissima di leggerlo, fin dalla copertina che invoglia sicuramente alla lettura.
Infatti il contenuto non mi ha delusa. E’ difficile spiegare la trama, perché non è semplicemente un manuale di giardinaggio, è un romanzo se vogliamo storico, che vede pittori, scrittori, cantanti di epoche differenti accomunati dalla passione per le piante e i fiori.
Serena ci conduce in vivai sconosciuti ma incantevoli. Ci fa conoscere musei e ville splendidi tanto che non vedi l’ora di partire e andare a visitare le case degli artisti: Goethe, Virginia Woolf, Monet.
L’autrice non risparmia consigli su come organizzare un giardino o un balcone, su quali colori puntare, su quali piante. Dalle sue parole viene fuori tutta la sua grande passione per la “verdure”, parola francese che non significa soltanto “verdura”, come specifica la Dandini, ma anche “verde, vegetazione”:
“'Encore verdure' sibilò la scrittrice George Sand in punto di morte. Con la mia ignoranza, pensavo che desiderasse mangiare una ratatouille di zucchine o qualche altra primizia dell’orto [...] E invece la storia era completamente diversa. La traduzione del termine francese verdure è ricca di possibilità: vegetazione, verde, paesaggio naturale [...] La scrittrice, quindi, invocava un verde paesaggio su cui posare il suo ultimo sguardo [...]

E’ un libro pieno di curiosità e aneddoti che possono attrarre chi è appassionato di libri, di pittura e, naturalmente, di giardinaggio. Non mancano, e come avrebbero potuto, i riferimenti alla politica italiana, alcune volte, a parer mio, un po’ forzati e fuori luogo. La scrittura è scorrevole e piacevole, la Dandini è dotata di notevole cultura ed è brava nel trasmettere la sua passione giardiniera anche a chi, come me, non fa giardinaggio ma ama i fiori.

Per sua natura il giardiniere è proiettato in avanti, almeno fino alla prossima fioritura: sa aspettare, progettare, deve avere fiducia e intravedere un poi, un domani, un non ancora...

mercoledì 16 maggio 2012

Al di là di te

Buondì, cari lettori! Siete stanchi anche voi di questo tempo balordo? Voglio il caldo!!!

Sabato ho fatto il cambio stagione, ma ora sono di nuovo in crisi perché, uscendo la mattina presto, fa freschetto, mentre quando esco alle 2 per la pausa pranzo si muore di caldo! Eterno dilemma! Vestirsi a cipolla? Forse è l’unica soluzione...
Ho introdotto un argomento per così dire leggero, perché il libro di cui vi sto per parlare è duro, forte, ma bello.



L’autrice è Argeta Brozi, l’avete già conosciuta come autrice di “Tentazioni” e come fondatrice e proprietaria della Butterfly Edizioni (ecco l’intervista, per chi se la fosse persa!).
A gennaio è uscito il suo secondo romanzo, “Al di là di te”: parte del ricavato delle vendite verrà devoluto all’Associazione Doppia Difesa contro la violenza sulle donne.

E’ interessante la struttura del romanzo, tra l’altro breve e scorrevole. I capitoli sono suddivisi in “Miriam” e “Annabella”, le due protagoniste. Quindi in ogni capitolo le due ragazze raccontano in prima persona le loro vicissitudini quotidiane.
Miriam è ancora molto giovane, ha perso la madre a causa di una malattia. Le è rimasto soltanto il padre, un padre violento e alcolizzato. Miriam prova ad avere una vita normale, a pensare allo studio, ma non può non invidiare Annabella, la ragazza più bella e popolare della scuola: lei ha tutto, soldi, amici, bellezza e un misterioso ragazzo più grande di lei, cosa volere di più?
Annabella, dal canto suo, invidia la secchiona della scuola, Miriam, perché è convinta che abbia una vita normale, a differenza della sua. Una famiglia distrutta, un padre assente e una madre depressa, un ragazzo fidanzato con un’altra che la cerca soltanto per il sesso. Annabella è malata, è bulimica e soffre di tricotillomania.
Due ragazze che soffrono in maniera diversa, ma potente. Si invidiano l’una con l’altra: quanto possono ingannare le apparenze! I loro destini, per fortuna, si incroceranno e le due ragazze si sosterranno a vicenda.

Argeta è una bravissima scrittrice, sa entrare nel profondo dell’animo dei suoi personaggi, si immedesima in loro e ne scaturisce una descrizione psicologica realistica e forte. Nonostante l’argomento sia duro, il romanzo scorre vorticosamente, getta il lettore nell’inferno delle sofferenza insieme ai personaggi, per poi farlo riemergere con un sospiro di sollievo e di gratitudine.
Quante persone soffrono di anoressia o di bulimia, magari persone che vivono accanto a noi, ma non ce ne accorgiamo oppure non vogliamo vedere.
Quanta violenza esiste nel mondo, subita non solo dagli sconosciuti, ma soprattutto in casa. Le donne devono essere difese, aiutiamo l’Associazione Doppia Difesa contro la violenza sulle donne, aiutiamo le persone malate a uscire fuori dal tunnel.

Grazie Argeta e grazie alla Butterfly.


Titolo: Al di là di te
Autore: Argeta Brozi
Editore: Butterfly Edizioni
ISBN: 9788890575389
Pag. 156
Prezzo: 12,00 €
Prima edizione: gennaio 2012


Info per gli acquisti della Butterfly: http://butterflyedizioni.wordpress.com/acquisti/

lunedì 14 maggio 2012

The Most Beautiful Sentence di Maggio

Buon pomeriggio a tutti, come state?

Io mi son presa qualche giorno di riposo da tutto e anche da internet, semplicemente perché sono stata “costretta” dal mio capo a prendermi un giorno di permesso, poiché si è accorto che ne ho accumulati un'infinità e gli stava per prendere un coccolone!! @_@

Ma eccomi di nuovo qui a decretare il vincitore dell’ultimo sondaggio sulla più bella frase di Maggio.

Prima, però, voglio condividere con voi la gioia per la sorpresa che la fantastica Elle mi ha riservato.
Giovedì è arrivato un pacchettino presso lo studio dove lavoro (purtroppo sono fuori casa tutto il giorno e devo farmi mandare le cose allo studio :-/) da parte di Elle: doveva mandarmi i segnalibri per le vincitrici del concorso del mio blogcompleanno e... sorpresa sorpresa, c’era un segnalibro anche per me, personalizzato e bellissimo accompagnato da una splendida lettera.

Grazie Elle, ho apprezzato davvero tanto il tuo regalo. Che dite, vi piace?



Loredana e Roberta: mi raccomando, voglio vedere la foto del vostro segnalibro sui rispettivi blog!! Sono stupendi anche i vostri! :D

E ora veniamo ai vincitori della rubrica mensile “The Most Beautiful Sentence di Maggio”.

Ebbene sì, c’è stato un pareggio anche stavolta... i vincitori sonooooo LaFrufru e Roberta!! Complimenti ragazze, le vostre frasi hanno lasciato il segno!

Lafrufru: “Il sogno di scrivere si era materializzato in forma imprevedibile, quando avevo creduto di non desiderarlo più. Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione”. Tratta da "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini;




Roberta:
"Posso offrirti una tazza di caffè?" [...]
"Puoi offrirmi tutto quello che vuoi"
"Quello che voglio darti non si compra, e non ha prezzo"".
Tratta da "Cinque giorni a Parigi" di Danielle Steel.



Buona settimana a tutti! ^_^

mercoledì 9 maggio 2012

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Ogni tanto c’è bisogno di una favola nella nostra vita, vero?
No, non preoccupatevi, non sono triste, è solo che le favole mi mettono di buonumore e poi diciamocelo, non ce la stiamo passando molto bene in Italia e il futuro dei giovani sembra davvero incerto e buio e aggrapparsi ai libri, per me, è un modo per continuare a sognare. 
Non voglio rattristarvi, però, quindi parliamo di questo bellissimo capolavoro di Luis Sepúlveda che, più che una favola, è un romanzo vero e proprio: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (1996).



Kengah è una gabbiana argentata che vola insieme al suo stormo in cerca di luoghi più caldi, ma, il suo viaggio, purtroppo, si fermerà ad Amburgo a causa di una chiazza di petrolio che la ricopre.
Kengah riesce comunque a innalzarsi in volo e atterra sul terrazzo di una casa dove incontra un gatto nero bello in carne di nome Zorba, al quale strappa una promessa: dovrà prendersi cura dell’uovo che sta per mettere al mondo e insegnargli a volare.
Zorba è un semplice gatto del porto e non sa come comportarsi, perciò, si rivolge agli altri gatti: Colonnello, Segretario e Diderot (un gatto molto speciale che legge l’enciclopedia). I suoi amici saranno ben felici di aiutarlo in questa impresa e tutti loro si prenderanno cura della gabbianella dal bellissimo nome: Fortunata.
Purtroppo, però, i gatti del porto non riescono ad aiutarla a volare e così Zorba chiede il permesso di infrangere le loro regole per rivolgersi a un umano. L’umano prescelto, un poeta, sebbene scioccato dal fatto che il gatto parli, è ben felice di aiutarli.
Così Fortunata riuscirà a spiccare il volo dal campanile della chiesa di San Michele di Amburgo, perché, come dice Zorba: “Vola solo chi osa farlo”.

Non avevo mai letto niente di Sepúlveda prima, ma mia mamma ha insistito nel prestarmi questo libro e devo dire che il piccolo romanzo mi è piaciuto molto, grazie Mamma!! Mi sono commossa per la poesia che sprigiona ogni frase di questo scrittore dall’animo nobile, come l’umano che insegna alla gabbianella a volare.
I gatti del porto hanno molto da insegnare agli umani: la lealtà, l’amicizia, il dare senza voler ricevere nulla in cambio. E’ commovente e bellissimo vedere questa grossa palla di pelo prendersi cura di un pulcino, difenderlo dai malvagi e fargli da mamma.
Sepúlveda ci insegna che non c’è niente di male nel prendersi cura di qualcuno diverso da noi, anzi, ne usciamo fortificati e magari impariamo anche qualcosa l’uno dall’altro.
Diverso è Zorba, perché è nero, mentre i suoi fratelli son tutti grigi tigrati; diversa è la gabbianella, che è convinta di essere un gatto, diversi son gli uomini dagli animali e diversi sono anche gli uomini tra loro.
La scena finale che descrive il contatto tra umani e gatti è meravigliosamente poetica.
E la frase di Zorba penso che rimarrà impressa nella mia mente per sempre: “Vola solo chi osa farlo”. Voi cosa ne dite, siete d’accordo con il gatto nero?

Consiglio questo romanzo a tutti, piccoli e grandi!

A Kengah [...] piaceva particolarmente osservare le bandiere delle navi, perché sapeva che ognuno rappresentava un modo di parlare, di chiamare le stesse cose con parole diverse. “Com’è difficile per gli umani. Noi gabbiani, invece, stridiamo nello stesso modo in tutto il mondo” commentò una volta Kengah con un compagno di volo. “Proprio così. E la cosa più straordinaria è che ogni tanto riescono anche a capirsi” stridette l’altro”.

Ps: La copertina che ho postato è quella del libro che ho io, è un’edizione che consiglio caldamente perché ci sono delle splendide illustrazioni all’inizio di ogni capitolo! ^_^

martedì 8 maggio 2012

The Most Beautiful Sentence

Ciao a tutti! Vorrei innanzitutto ringraziare Adriana per questo bellissimo premio, il premio cuscino!! Direi che ci vuole proprio in questo periodo, la primavera mi ammazza e me starei sempre al letto sotto le coperte :P



Grazie mille Adriana!! :D

Ieri è stata postata qualche frasetta, qualcun altro ha fatto l’asinello, ma l’importante è che ora votiate tutti la frase più bella di Maggio!
Eccole qui:

1) Marianna (sempre la prima tu, bravissima ;-)): "Essere una strega non cambia ciò che sei. Rimani sempre la stessa meravigliosa ragazza che ho conosciuto quella mattina". Tratta da "Stryx, il marchio della strega" di Connie Furnari;

2) Adriana (grazie, partecipi sempre ^_^): "I bisogni d'amore primari della donna e dell'uomo.
Qui sotto sono elencati i diversi tipi di amore propri dei due sessi.
Le donne hanno bisogno di ricevere
1. Sollecitudine
2. Comprensione
3. Rispetto
4. Devozione
5. Rassicurazione
Gli uomini hanno bisogno di ricevere
1. Fiducia
2. Accettazione
3. Apprezzamento
4. Ammirazione
5. Incoraggiamento".
Tratta da "Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere" di John Gray;

3) Elle (la più entusiasta!!): "Intuivo con chiarezza che stavo chiudendomi, per paura, l'unica possibilità di vivere una realtà diversa. Se non facevo adesso questo passo, mi sarei adattata sempre più all'inerzia, alla falsa sensazione di sicurezza alla quale ultimamente mi tenevo stretta senza sapere perché". Tratta da “Il paese sotto la pelle” di Gioconda Belli;

4) la frufru (grazie anche a te per la partecipazione a questa rubrica): “Il sogno di scrivere si era materializzato in forma imprevedibile, quando avevo creduto di non desiderarlo più. Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione”. Tratta da "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini;

5) Roberta (new entry!):
"Posso offrirti una tazza di caffè?" [...]
"Puoi offrirmi tutto quello che vuoi"
"Quello che voglio darti non si compra, e non ha prezzo"".
Tratta da "Cinque giorni a Parigi" di Danielle Stelle.

Votate!!!! :D

lunedì 7 maggio 2012

RUBRICA MENSILE



Buongiorno miei carissimi lettori, tutto bene? Lo so lo so, è brutto tempo ed è lunedì, ma siamo di nuovo in compagnia e questo è l’importante!
Avete fatto i compiti? Siete pronti con la vostra frase del mese?
Come accennato precedentemente, l’appuntamento con la rubrica mensile “The Most Beautiful Sentence” è stato spostato: si terrà ogni primo lunedì del mese, così è più facile per tutti ricordarlo (spero!). 

Dunque, per chi non lo sapesse, la rubrica è un giochino aperto a tutti: ognuno di voi, me compresa, scriverà nei commenti al post la frase più bella, la frase che più vi ha colpito del libro che state leggendo o che avete appena finito di leggere. Accanto alla frase dovrete scrivere da quale libro è stata tratta e l’autore. Dopodiché, sceglierò le frasi più belle (3 o 4, ma anche 5) e farò un sondaggio cosicché voi possiate decidere chi sarà il vincitore del mese di Maggio.

Ecco la mia frase di questo mese, tratta da “Miss Alabama e la casa dei sogni” di Fannie Flagg, perché anch’io mi sento ancora tanto bambina e vedo troppi film :P:
La verità era che Maggie da bambina aveva visto davvero troppi film. [...] Nel mondo reale non c’erano colonne sonore, popcorn, caramelle o bagliori rosati nel cuore della notte. Nemmeno una trama da seguire”.

Vi aspetto!! :D

venerdì 4 maggio 2012

La luna nel fiume




'Ngiorno miei cari lettori! Quanto vi piace il venerdì? Io lo adoro ♥
Un avviso per tutti (grazie a una mia amica che me l’ha ricordato!): lunedì 7 maggio si svolgerà la rubrica The Most Beautiful Sentence, quindi NON più ogni secondo giovedì del mese, ma ogni primo lunedì del mese.
Perciò stavolta non avete scuse! Lunedì vi voglio tutti pronti con una bellissima frase da postare! ^_^
Ora vorrei parlarvi di una splendida raccolta di racconti, “La luna nel fiume” di un’autrice esordiente, Marzia Bosoni, edita da Editrice Zona.
Come dice la stessa autrice, verso la fine della raccolta, “I racconti raccolti in questo libro narrano di fatti reali. Ho cambiato i nomi dei protagonisti e pochi altri dettagli, ma le storie sono vere. Sono state vere e reali per me e per le altre persone che le hanno vissute, ma potranno sembrare improbabili o fantasiose a tanta altra gente”.
I racconti hanno un che di miracoloso, mistico e puro. Mi è piaciuto in particolar modo “Il profumo di Dio”, una storia intensa e carica di emozioni, non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo, mi sono perfino commossa.
Alla fine di ogni storia l’autrice riesce a strappare al lettore un sorriso pieno di speranza, di cui si ha sempre bisogno. La sua scrittura è coinvolgente e vibrante.

Marzia è nata a Piacenza nel 1973, vive a Ravenna con il suo compagno Alessandro e i suoi figli Sara, Simone e David.
Ha lavorato per quindici anni come traduttrice e interprete. Attualmente porta avanti i suoi studi relativi alle proprietà delle piante e alle lingue antiche. Inoltre, scrive favole personalizzate e collabora con il liceo artistico di Ravenna per la realizzazione delle illustrazioni.
Infatti, le illustrazioni di questa raccolta (bellissime!) sono state realizzate dalle studentesse del Liceo Artistico Nervi di Ravenna, grazie a una collaborazione avviata da Marzia con due docenti, per promuovere il talento di giovani artisti e permettere loro di farsi conoscere nel non facile mondo dell'editoria. Una donna in gamba la nostra Marzia!
Precedentemente ha pubblicato un libro di racconti brevi dal titolo “Una vita di carta” (Berti, 2002).
A fine estate uscirà anche il primo libro di una saga fantasy "young adults" con una casa editrice di Ravenna, la SensoInverso.
Sono già confermate due presentazioni della raccolta “La luna nel fiume” presso la biblioteca di Mirabello, Ferrara, e a Piacenza, in collaborazione con un'associazione per la tutela degli animali, e ne sta pianificando altre tre.
Tra l’altro, domenica 13 maggio, Marzia sarà allo stand del suo editore al Salone Internazionale del Libro di Torino. Sicuramente una bella soddisfazione!

Grazie Marzia, perché mi hai regalato dei momenti intensamente preziosi!

Titolo: La luna nel fiume
Autrice: Marzia Bosoni
Casa editrice: Zona
Collana: Zona Contemporanea
Codice ISBN: 978 88 6438 271 5
Prezzo: 10,00 €

Non siamo abituati a pensare a noi stessi in modo così assoluto. Noi siamo ciò che facciamo, ciò che pensiamo, ciò che mangiamo, siamo quelli che frequentiamo. [...]
Quando eravamo bambini ci siamo sentiti chiedere spesso “Cosa vuoi fare da grande?”, ma quasi mai “Chi vuoi essere da grande?”. 
Eppure la vera domanda è quella. Perché siamo noi a decidere chi siamo, nel più profondo senso del termine”.

mercoledì 2 maggio 2012

Né di Eva né di Adamo

Ciao a tutti!! Sono viva! ^_^ Mi sono presa una mini-vacanza dal lavoro e anche da internet :-) Oddio, dal lavoro non proprio, perché lunedì il mio capo si è sposato (quale giorno migliore???), quindi ho dovuto vedere i miei amatissimi colleghi di ufficio anche il 30 aprile :-/ Ma se volete saperne di più visitate il divertentissimo ed esplosivo blog di Marianna!

Il mio weekend lungo è stato piacevole. Sabato ho fatto shopping con mia mamma e sono rimasta a pranzo dai miei, domenica mio marito e io abbiamo comprato due bellissime bici che abbiamo subito collaudato e (tralasciando il matrimonio di lunedì) ieri mattina di nuovo in bici perché c’era un sole splendido, poi abbiamo fatto un po’ di spesa e abbiamo mangiato da noi con i nostri amici. Volevamo pranzare sul balcone, ma il tempo non ce l’ha permesso, ma l’importante è stare insieme. La sera poi son venuti altri nostri amici a trovarci e abbiamo trascorso una piacevolissima serata in compagnia!

E oggi... beh, lasciamo stare! :-(

Parliamo invece di uno splendido gioiellino letterario consigliatomi caldamente dalla mia cognatina: “Né di Eva né di Adamo” di Amélie Nothomb.


Amélie, ventenne, torna in Giappone dove trova lavoro come insegnante di francese e frequenta un corso di giapponese.
Il suo primo e unico allievo è Rinri, un universitario timido che proviene da una famiglia ricca. I due intrecciano una storia d’amore poetica, romantica, avventurosa, una relazione che dura due anni e che porta la scrittrice, alla fine, di fronte a un inevitabile bivio amletico: tornare in Belgio e tentare la carriera di scrittrice o rimanere in Giappone sposando Rinri, preoccupandosi solo di mandare avanti la casa?
Naturalmente non vi do la risposta, perché il piccolo capolavoro della Nothomb è tutto da gustare, si legge in poche ore, vola via con una leggerezza tale che alla fine vorresti ricominciare daccapo, perché la Nothomb è una forza della natura, la sua scrittura è potenza allo stato puro, è energica, vivace, frizzante ed egregiamente ironica.
La storia d’amore - quasi fraterna - con Rinri è quasi una scusa per poter narrare le bellezze della sua terra natìa, il Giappone, e gli usi e costumi di questo popolo così educato, riservato ed esageratamente tutto d’un pezzo. Così veniamo a sapere che esiste la figura del conversatore: costui viene scelto per poter evitare agli ospiti la “fatica” di conversare, deve quindi conoscere almeno superficialmente le persone presenti per poter intavolare una conversazione del tipo “Tizio direbbe a Caio questo che potrebbe interessare a Sempronio …” e via dicendo. Oppure l’uso dei verbi: con “giocare” loro intendono qualsiasi attività che non riguardi il lavoro, come ad esempio, cenare con gli amici.
Insomma, usi e costumi sicuramente molto lontani da noi, ma che affascinano per la loro bizzarrìa. Amélie è stregata e abbagliata da tutto questo e sempre entusiasta di scoprire cose e posti nuovi. E al lettore sembra di essere lì con lei a godere di tutte queste bellezze asiatiche.

Già all'aeroporto di Hiroshima ebbi un'impressione molto netta: non eravamo nel 1989. Non sapevo più in che anno fossimo: certo non nel 1945, forse negli anni Cinquanta o Sessanta. Lo shock atomico aveva rallentato il corso del tempo? Non mancavano le costruzioni moderne, la gente era vestita normalmente, le macchine non erano diverse dalle altre in circolazione nel resto del Giappone. Era come se, qui, le persone vivessero in maniera più intensa che altrove. Abitare in una città con un nome che, per il pianeta intero, è simbolo di morte aveva esaltato in loro la fibra vivente; ne derivava una sensazione di ottimismo che riproduceva l'atmosfera di un'epoca in cui ancora si credeva nell'avvenire”.

Guardai in aria: era dunque questo, il monte Fuji. Alla fine avevo trovato un posto dal quale non appariva magnifico, per la semplice ragione che non si vedeva: la sua base. Altrimenti, quel vulcano è un'invenzione sublime, ed è visibile quasi ovunque, al punto che talvolta l'ho scambiato per un ologramma. Non si conta più il numero di siti sull'isola di Honshu dai quali si ha una vista superba del monte Fuji: sarebbe più facile contare i luoghi dai quali non si vede. Se i nazionalisti avessero voluto creare un simbolo unificante, avrebbero inventato il monte Fuji. Impossibile contemplarlo senza avvertire un sacro friccicore mitico: è troppo bello, troppo perfetto, troppo ideale”.