venerdì 21 dicembre 2012

Auguriiiiiiii

Miei cari lettori,
spero davvero che il vostro Natale sia pieno di serenità, di famiglia, di amore e di pace.
E che l'anno nuovo sia un anno di cambiamenti positivi, di nuove sfide e nuovi traguardi.
Naturalmente, non posso lasciarvi senza dirvi...


AUGURI E... ABBUFFATEVI DI PAROLE ♥

Kufstein (Austria), la mia meta di Capodanno :-)

giovedì 20 dicembre 2012

Mal di pietre

Buongiorno a tutti miei cari, come state?
Io sono ancora immersa nei miei sogni parigini, penso ancora di passeggiare nei suoi meravigliosi e magici vicoli, mentre invece mi ritrovo a congelarmi sul treno che mi porta al lavoro, perché potete stare sicuri che se fuori ci sono 0° nei vagoni i riscaldamenti sono spenti! :-/
Però sono riuscita a finire uno splendido racconto e di questo devo ringraziare mio fratello, grande divoratore di libri come me :P
Il romanzo di cui vi parlo oggi, “Mal di pietre”, è di un’autrice che ho scoperto ora, genovese che vive e insegna a Cagliari, Milena Agus. In realtà in passato ero già stata incuriosita da un’altra sua opera, “La contessa di ricotta”, titolo curioso e intrigante che ora sono ancora più motivata a scoprire.


Il “mali de is perdas” è il mal di pietra, ovvero i calcoli renali. Il romanzo breve (non arriva nemmeno a 120 pagine) è scritto in prima persona, per mano della nipote della vera protagonista, la nonna. La nonna, fin da piccola, era sempre stata considerata la matta del paese che scriveva lettere infuocate ai suoi pretendenti - i quali inevitabilmente fuggivano via -, si rasava i capelli a zero e tentava il suicidio nel pozzo di casa. Finché un giorno giunge al paese un uomo, un quarantenne rimasto vedovo, che chiede la mano della nonna e i genitori lo accolgono con tutti gli onori, anche se i due non si amano.
I medici prescrivono poi alla nonna le cure termali per curare i calcoli. Alle Terme incontra il Reduce, un uomo bellissimo con una gamba di legno di cui lei si innamora perdutamente.
La fine mi ha piacevolmente e sorprendentemente impressionata con un colpo di scena inaspettato. Il romanzo tutto è coinvolgente, straziante e commovente: la nonna, che per tutta la vita cerca affannosamente e disperatamente il vero amore, sente che le manca qualcosa, si convince di essere matta sul serio quando invece soffre di depressione e il marito in questo non l’aiuta, seppure lei sia una donna bellissima lui non la degna di uno sguardo, sono come due perfetti estranei. L’amore tra il Reduce e la nonna è poetico, romantico, perfetto, un sentimento così forte che entrambi non dimenticheranno mai. I personaggi secondari, il figlio, la nuora, le amiche della nonna, sono descritti magistralmente con i loro caratteri sfaccettati.
La Agus è un gioiello prezioso e imperdibile della letteratura italiana, qui riesce a immedesimarsi nel narratore onnisciente, la nipote, grazie a una scrittura scorrevole, a tratti infantile dalla quale trabocca tutto l’affetto per la nonna. Vi lascio con due frasi che mi hanno colpita, ma sappiate che ce ne sono molte di più, però avrei dovuto riportarvi tutto il romanzo! Un saluto a tutti, ci sentiamo per gli auguri di Natale ^_^ 

Il Reduce disse che secondo lui suo marito era un uomo fortunato, davvero, e non un disgraziato, come lei diceva, che aveva avuto in sorte una povera matta, lei non era matta, era una creatura fatta in un momento in cui Dio semplicemente non aveva voglia delle solite donne in serie e gli era venuta la vena poetica e l’aveva creata.

In ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo perché l’equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi.



Mal di pietre” (2006) è il secondo romanzo della Agus, quello che l’ha portata al successo. 

Un grazie particolare anche a Teresa che ha recensito “Ali di babbo” 

martedì 18 dicembre 2012

Sono di nuovo tra voi! ^_^


Buoooongiooornooo o dovrei dire... Bonjour?
Ebbene sì, ecco svelato il mistero ragazzi: sono andata a Parigi per la terza volta e ancora non mi basta! :o)
Non è una città meravigliosa? Io l’adoro! Mio marito e io abbiamo girato così tanto che le gambe chiedevano pietà (ci siamo fatti vecchi sigh!) e abbiamo scoperto tante nuove zone e quartieri che non conoscevamo. C’erano mercatini di Natale ovunque, nel quartiere dove avevamo l’albergo, fuori dalla splendida Basilica del Sacro Cuore, a Saint-Germain-des-Prés, a La Défense e naturalmente sui suggestivi Champs-Elysées.
Ci siamo inoltrati in vicoli sconosciuti, in un attimo ci trovavamo in vie con negozi di lusso, l’attimo dopo in stradine acciottolate con bancarelle che vendevano di tutto, pesce, frutta, dolci. Ho scoperto il quartiere ebraico, Le Marais, dove però a quanto pare i negozi chiudono molto presto, perché alle 4e30 le serrande erano quasi tutte abbassate. Una mattina siamo partiti da Rue Lepic per arrivare al quartiere del Moulin Rouge, Pigalle. Diciamo che ho costretto mio marito a fare questa via perché avevo letto che vi si trovava una creperie buonissima, ma purtroppo non c’era, credo fosse l’unico negozio che stavano ristrutturando. Però a mio marito la via è piaciuta molto, era piena di vita, di persone e il Moulin Rouge ha sempre il suo fascino. 
Faceva freddo sì, ma non era nemmeno esagerato (a Roma c’è un’umidità pazzesca che il gelo ti entra nelle ossa!!), ha piovuto tanto purtroppo, quindi siamo stati costretti a stare un po’ al chiuso alle Galeries Lafayette o a Ladurée, non che ci sia dispiaciuto eh!
Ladurée stavolta mi ha deluso e parecchio. Avevo un bel ricordo che è stato cancellato da quest’ultima esperienza di un servizio pessimo e di pasticceria surgelata. Il macaron? Lasciamo stare.
Abbiamo scoperto invece una boulangerie superlativa vicino al Sacro Cuore, ho mangiato un pain au chocolat indimenticabile e mio marito ha mangiato il suo dolce preferito: la brioche sucrée. A proposito amiche mie, qualcuna di voi ha la ricetta? :P
Nota dolente è la sporcizia: devo dire che ho trovato la città molto più sporca e trasandata di quattro anni fa e mi è dispiaciuto molto.
L’ultimo giorno è comparso un sole meraviglioso che ha inondato la città e i palazzi in modo inaspettato, Parigi è bella, ma con il sole lo è ancora di più!
Qualcuno di voi ci è stato? Vi piace? Io ripartirei subito, c’è ancora tanto da scoprire!

Vi lascio qualche foto fatta col cellulare. Bacioni a tutti e buona giornata! :D

 

 

 

 

 








mercoledì 12 dicembre 2012

Weekend lungo!!!

Ragazzi vi scrivo un post velocissimo per augurarvi un felice weekend! 'Come' direte voi? Weekend? E' solo mercoledì... sì ma per me questa settimana weekend lungo! Ho preso due giorni di permesso, al mio ritorno vi farò sapere che cosa ho combinato ihihih

Vi abbraccio tutti!!! ^_^



lunedì 10 dicembre 2012

Pensierini natalizi

Buoooongiornoooo come andiamo? Spero abbiate trascorso un sereno weekend festoso! Eh sì, finalmente anch’io sono entrata nello spirito natalizio ^_^
Sabato, dopo aver colazionato fuori, mio marito e io siamo andati a messa. Stavano addobbando l’esterno della Chiesa in piazza con le luminarie, le ho viste stamattina mentre andavo alla stazione, sono bellissime queste luci bianche che scendono sulle pareti!
Poi siamo andati a pranzo fuori, ad Anzio, abbiamo mangiato benissimo, il pesce era squisito! Il pomeriggio invece, come ogni anno, al teatro di Aprilia avevano organizzato il concerto dell’8 dicembre, con ingresso gratuito. La banda La Pontina è stata formidabile, solo che pensavo fosse un vero e proprio concerto di Natale, mentre invece hanno suonato soltanto due canzoni natalizie, ma è stato comunque molto bello e commovente soprattutto quando alla fine ci siamo alzati tutti in piedi per cantare l’Inno nazionale.





Ieri invece abbiamo fatto l’alberello, vi posto qualche foto!


 dettagli dell'alberello

 albero illuminato

vi piace il gufetto in cima all'albero? ^_^

In questo post vorrei consigliarvi qualche pensierino natalizio da mettere sotto l’albero, naturalmente stiamo parlando di libri, cari miei!
Il primo pensierino è una favoletta edita da Fanucci Editore: “Babbo Natale e il furto dei regali” di Claudio Comini.


Comini è un apprezzato scrittore umoristico per ragazzi. Nel 2002 ha vinto il premio Bancarellino con il romanzo Le ventisette valige di Ennesimo Quaranta. I suoi libri, editi in Italia da Giunti, Lapis, De Agostini, Curci Young, Disney Italia, sono tradotti in spagnolo, polacco e portoghese. È autore della prima parodia italiana di Harry Potter. Ha ideato e scritto Le fiabe del jazz, una serie di audiolibri scritti a quattro mani con Roberto Piumini. Con lo spettacolo, tratto da questa serie, ha partecipato a MITO (2009), Veneto Jazz (2010) e a Festivaletteratura (2011).

Babbo Natale è stato arrestato per eccesso di velocità ad Axalaxaka il 24 dicembre, la consegna dei regali è quindi a rischio. La sola in grado di aiutarlo è la strega Orabella Fubrutta che però è priva di poteri. Santa Claus butta giù un piano dalla prigione che prevede che la strega si rechi da Wolfango, detto Babbo Mortale, antico nemico di Babbo Natale, l’unico che può guidare le renne e consegnare i regali in tempo. Ma come farà Orabella a convincerlo? Il Natale sarà salvo?
E’ una favola piacevole e divertente, adatta non solo ai bambini dai 7 ai 9 anni, ma anche ai più grandicelli. E’ un racconto avventuroso e incalzante, il lettore si troverà coinvolto in una storia piena di suspense e ritmo che lo terrà incollato alle pagine fino alla fine e i vostri bambini si divertiranno un mondo, garantito!

COLLANA: Junior
GENERE: Ragazzi
ANNO: 2012
PAGINE: 120
PREZZO: 7,90€
ISBN: 9788834721179

pag. 14: “La giacca rossa era appesa all’unico chiodo di quella cella. Lui se ne stava seduto su una pancaccia di legno con lo sguardo perso nel vuoto. ‘Ciccio,’ disse Orabella ‘che ci fai con il cappello in testa? Ci saranno almeno quaranta gradi qui dentro.’ ‘Cara Fubrutta, che piacere vederti.’ Ecco, questa è la prima cosa da spiegare: strega Orabella ha per lo meno tre nomi. Il primo, quello originale, nemmeno lei se lo ricorda più. Il secondo le fu dato quando divenne bella, il terzo, glielo mise Santa Claus per ricordarle che una volta era stata brutta. Perciò il nome completo della strega sarebbe Chilosà Orabella Fubrutta”.

La seconda proposta viene invece da un autore esordiente, Michele Ottone, dal titolo originalissimo “Buon Natablet”. Si tratta di una raccolta di 25 filastrocche dedicate al Natale, una decina delle quali è comparsa sul sito www.quimamme.it
Anche questo è un libro dedicato ai più piccini con poesie, filastrocche e ninne nanne.
Sono molto piacevoli da leggere, si tratta di una sorta di “calendario dell’Avvento”, come dice lo stesso autore, quindi una filastrocca da leggere ogni giorno insieme a tutta la famiglia. Le ho davvero apprezzate molto, sono nostalgiche, commoventi e allegre; unica nota stonata, se posso permettermi, è la spiegazione dell’autore dedicata a ogni filastrocca. Trovo che la raccolta sarebbe più scorrevole e maggiormente apprezzabile senza di esse. E’ un regalo che potete fare a vostri piccolini, un calendario dell’Avvento originale, e siccome siete già in ritardo dovete sbrigarvi ad acquistarlo! Lo trovate sul Kindle Store a meno di 3,00€, affrettatevi!

Ecco la filastrocca del 1° dicembre:

Il Calendario

Il mese di dicembre
è un mese un po' speciale:
son ventiquattro giorni
che portano al Natale.
E per tenere il conto
momento per momento
adesso ho un calendario:
è quello dell'Avvento!
Apro ogni finestrella
mentre la neve fiocca
e dentro ogni finestra
trovo una filastrocca.
Ancora non so leggere,
ma questo non è un dramma,
mentre io m'addormento
le legge la mia mamma.


Un bacio a tutti! ^_^

giovedì 6 dicembre 2012

Sapete cos’è un golem?

Da Wikipedia: “Il Golem è una figura antropomorfa immaginaria della mitologia ebraica e del folklore medievale.
Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa "materia grezza", o "embrione", termine presente nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139,16) per indicare la "massa ancora priva di forma", che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l'anima. Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza della kabbalah, e in particolare dei poteri legati ai nomi di Dio, può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela”.

Forse state pensando che sono impazzita, di cosa sta parlando Chiaretta? Tranquilli, è tutto okay, sono ancora in me!
E’ che tempo fa Daniele Monti mi ha chiesto se potevo recensire il suo secondo romanzo: “Nik Lund. Ballata semiseria di un golem di città”. (Adoro la copertina!)


La trama mi ha subito catturata: siamo a Bologna, il protagonista è Nik, un ragazzo molto servizievole che aiuta un’anziana signora, Pilàr, nelle faccende di casa. Ma Pilàr non è una donna qualsiasi, è una strega voodoo che ha riportato in vita il defunto trentatreenne Nicola. Ora Nik è un golem, una sorta di servo che vive con Pilàr, fa la spesa, cucina, pulisce, ma non parla, non mangia, non beve, non scrive, non può vedere i colori e non ricorda nulla della sua vita precedente.
Un giorno però la sua routine cambia, inizia a vedere qualche sprazzo di colore e prova dei sentimenti nuovi, dopo aver visto una bellissima ragazza mettere un fiore sulla sua tomba. Nik scoprirà qualcosa sulla sua vita precedente? Riuscirà ad amare?
Vi ho riportato la definizione di “golem” che dà Wikipedia, innanzitutto perché io stessa ero curiosa lo ammetto, non sapevo cosa significasse questa parola (anzi, pensavo fosse una inventata!), e poi perché volevo chiedere a voi se invece ne sapevate qualcosa.
E’ un racconto che coinvolge sentimentalmente il lettore dall’inizio alla fine, è inevitabile sentirsi presi dalla storia commovente di Nik. Avrei voluto aiutarlo a tirar fuori le parole per farsi capire, mentre invece il caro golem riesce a farsi tranquillamente comprendere con le espressioni del volto. E’ straziante vedere come questo golem di città soffra nel venire a sapere che Nicola non era una bella persona in vita. Nik prova dei sentimenti, anche forti, è affezionato a Pilàr, alla vicina di casa, è sensibile e gentile. Non possiamo non innamorarci di questo dolce ma combattivo golem! Il libro è scritto molto bene, è scorrevole, diretto, divertente, i personaggi sono ben caratterizzati, a parte Nik, anche Pilàr e la vicina di casa sono descritte in maniera approfondita tanto che il lettore si innamorerà di queste due vecchiette che si ubriacano con il punch al mandarino e si appassionano alla telenovela che vede protagonisti Antonino e Arzuela e si prendono cura a vicenda l’una dell’altra. I discorsi di Pilàr, un miscuglio di spagnolo, italiano e bolognese, sono divertentissimi.
E’ un libro che consiglio a tutti, una storia dall’atmosfera un po’ gotica, ma davvero bella, una ballata dal sapore antico. Penso proprio che acquisterò anche il primo romanzo di Daniele, un fantasy dal titolo "I doni inattesi".

Eccoti qua, Nik. Te ne sei stato rintanato aquí dentro por horas, no creas che io no me sia accorta! Ven un poco di là, che esta noche Arzuela glielo dice ad Antonino cosa piensa de él ... sì sì.” L'annuncio non mi entusiasmò affatto ma almeno servì a ridarmi la cognizione del tempo, era giunta un'altra sera e un'altra puntata di Fiammata d'amore, la telenovela colombiana che per noi tre e Dulce era un appuntamento immancabile da almeno tre anni. A Pilàr ricordava la lontana Santo Domingo e non c'era volta che non versasse qualche lacrima di nostalgia. Purtroppo per me, nonostante la situazione, non c'era proprio modo di evitarla.

“Antonino ...”

“Arzuela ...”

“Antonino ...”

“Arzuela ...”

Le tre puntate consecutive si risolsero in un'ora e venti di assoluta e mortale stasi ed io ne approfittai per sbucciare le cipolle, friggere le patatine, sminuzzare le carote, bollire i cavoli e scaldare il pollo arrosto comprato in rosticceria. Però, non vorrei di certo passare per quello con la puzza sotto il naso. Le telenovelas sono esattamente il genere di programma che piace ai golem. Ed io ne vado letteralmente pazzo. L'idea che anche i vivi abbiano tutta questa sfilza di problemi è un'idea profondamente rassicurante”.


Il libro può essere scaricato gratuitamente qui: https://itunes.apple.com/it/book/nik-lund/id551449474?mt=11&ign-mpt=uo%3D4



Baci a tutti!

martedì 4 dicembre 2012

I ricordi della casa sul lago

Buongiorno a tutti, come state?
Io ho trascorso un weekend casalingo, dato che mio marito ha avuto la febbre :-/ Mi sono data alla cucina, ma non vi posto le foto perché sono inguardabili! Sappiate però che per il mio dolce maritino ho preparato dei muffin al cacao con le mele (che lui adora) seguendo la ricetta di Dolci a gogo, ma non avendo lo stampo da plumcake ho optato per i muffin! Buonissimi, ve lo garantisco! Domenica invece ci siamo dedicati alla pizza, utilizzando una farina biologica di tipo 2, arricchendola con patate e con salame piccante, buonissima, anche se ci è venuta un po’ troppo alta a mo’ di focaccia... la prossima volta andrà meglio! ;-)
Ma veniamo a noi. Come vi dicevo l’altra volta, quando un libro mi prende fin dalle prime pagine sono la donna più felice del mondo. E’ il caso di una nuova uscita di Leggereditore (in libreria dal 26 luglio), “I ricordi della casa sul lago” di Rosie Thomas.


Il titolo originale mi piace di più e lo trovo maggiormente rispondente alla trama: “The Kashmir Shawl” (“Lo scialle kashmiro”).
Il libro è lungo, la trama complessa, ma vi assicuro che non vi darà respiro. Amo i libri che parlano di India, questo stato lontano da noi, eppure così affascinante e attraente e qui ci immergiamo totalmente nella sua atmosfera, soprattutto nella regione del Kashmir, piena di colori, profumi e speranza: il racconto si svolge su due piani narrativi, uno al presente, dove vediamo Mair che dopo la morte del padre riesuma vecchi ricordi nella sua casa, tra cui uno scialle bello e prezioso, una ciocca di capelli e una foto che ritrae tre donne sorridenti, tra cui sua nonna, Nerys.
Il secondo piano narrativo - quello principale e più coinvolgente - si basa sui racconti che vedono come protagonista appunto Nerys, moglie di un missionario, che svolge il loro lavoro in India negli anni ‘40. Il marito a un certo punto vuole proseguire la missione da solo, inoltrandosi nei villaggi più impervi, lasciando così la moglie in compagnia di una coppia di inglesi diretti a Srinagar, Myrtle e Archie. Qui Nerys, non abituata a una vita di agi, si darà da fare insegnando inglese ai bambini poveri, facendoli giocare e cantare. Le due amiche aiuteranno una ragazza, Caroline, sposata a un soldato ma incinta di un altro uomo, a partorire in gran segreto una bella bimba, Zahra. Il prezioso scialle lavorato dagli abitanti del luogo è la sua eredità. Nel frattempo Nerys si innamora non solo della bambina ma anche di un uomo affascinante e pieno di misteri, Rainer Stamm.
Parallelamente vediamo Mair indagare sulla storia della nonna di cui non ricorda quasi nulla, parte così per un viaggio in India alla scoperta delle radici della sua famiglia. Durante il suo viaggio incontrerà una coppia di turisti, Karen e Bruno, con cui farà amicizia. Riuscirà Mair a ricostruire la storia della sua famiglia?
Ragazzi mi devo fermare, mi sono dilungata abbastanza. Come ho già acccennato, la parte che riguarda la nonna di Mair è la più affascinante, avventurosa e romantica del libro. La scrittrice, essendo una grande appassionata di escursioni e viaggi, è stata in questi luoghi che descrive perciò così bene tanto che mi sembrava di essere lì, con i protagonisti, al club insieme a Myrtle e Nerys, o sulla casa galleggiante di Myrtle, oppure in viaggio con Mair. Il racconto è pieno di dettagli mai noiosi né ripetitivi, sempre sorprendenti e affascinanti. E’ inevitabile provare simpatia e compassione verso Nerys, che cerca in tutti i modi di far funzionare il suo matrimonio e rimane comunque fedele al marito e alla sua missione. Il parallelismo tra le due storie, della nonna e della nipote, è evidente, ma serve per far provare al lettore un’affinità con i protagonisti, che sono ben descritti, anche quelli minori, come Rainer, attraente e misterioso, diviso tra la sua personalità di illusionista e quella di alpinista, Archie, il marito di Myrtle, con l’animo combattivo da soldato, come anche il violento marito di Caroline o i bambini della missione, ai quali vi affezionerete.
Consigliatissimo, commovente, straziante, bello, una storia di amicizia, amore e avventura.

Accarezzò lo scialle con la guancia. Il tessuto era così fine da stare racchiuso nelle sue mani. Improvvisamente, sentì un lieve odore di spezie [...] La prima cosa che notò quando la aprì furono dei meravigliosi colori. Il blu argentato e le varie tonalità di verde le balzarono agli occhi, come un distillato di acqua di lago e cieli primaverili, uniti a un’esplosione di fiori di un intenso color lavanda e vermiglio. Esaminò il tessuto da vicino e notò la complessità del ricamo, le sontuose figure a forma di lacrima con le punte arricciate, i rami ricoperti di felci, i gambi e i minuscoli fiori a cinque petali. Mentre Mair accarezzava la morbida lana, l’unico suono nella stanza era il belato angosciante delle pecore. Il tessuto era talmente luminoso che sembrava fluttuare nell’aria”.


COLLANA NARRATIVA
ANNO 2012
PAGINE 528
PREZZO € 14,00
PREZZO EBOOK € 9,90
ISBN 9788865081747
TRADUTTORE Tania Spagnoli