lunedì 11 febbraio 2013

Intervista a Romano De Marco

Buoooongiorno, come state miei cari?
So che da qualche parte vicino Roma nevica, ma al centro piove soltanto :-/ Spero che abbiate trascorso un bel weekend carnevalesco, ad Aprilia c’erano i carri ieri, bellissimo!
Come vi accennavo nel post del 31 gennaio, forse avrei avuto l’opportunità di intervistare Romano De Marco, autore del bellissimo noir tutto all’italiana “A casa del diavolo” e così è stato.
L’interessantissima intervista si è svolta via email, ma... UDITE UDITE, non è finita qui!
Non so voi, ma io ogni volta che finisco di leggere un romanzo, do una scorsa ai ringraziamenti perché sono una curiosona e tra i nomi citati da Romano ho letto un nome che mi suonava familiare: Yozo Tokuda! Una coincidenza incredibile ragazzi! Yozo è il simpaticissimo e intraprendente proprietario della splendida pizzeria “La strana coppia” di Aprilia, di cui mio marito e io siamo clienti affezionati. Vi assicuro e lo dico con tutto il cuore, che la pizza di Yozo è la migliore che abbia mai mangiato! Quindi, se passate ad Aprilia fermatevi in questa pizzeria, non ve ne pentirete!
Okay, sto tergiversando... insomma, sempre per email, scopro che Romano e Yozo sono grandi amici e scopro anche che Romano il 7 febbraio avrebbe presentato il suo libro a Latina e poi si sarebbe fermato in pizzeria! Beh, non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione, così, con mio marito (poverino, era appena tornato da Milano ma mi ha accompagnato volentieri) siamo andati da Yozo e appena mi sono presentata (“Sono Chiara del blog!”) è stata una grande festa!! Romano è una persona davvero alla mano, gentilissima e molto simpatica. Ci siamo fatti anche una foto insieme (a proposito, ma dove andrà a finire questa foto??) e mi ha autografato il libro. Purtroppo i saluti son stati veloci perché io sono arrivata un po’ tardi e lui doveva ripartire alla volta dell’Abruzzo abbastanza rapidamente perché aveva iniziato a nevicare. A proposito Romano, è andato bene il viaggio? Spero di sì!


Bene ragazzi, ora gustatevi questa intervista e spero di incontrare di nuovo Romano! Per chi fosse interessato, la prossima presentazione del suo libro si terrà a Roma sabato 16 febbraio alle ore 17,30, presso la Libreria Mondadori a Cola di Rienzo, evento presentato da Tiberio Timperi!

1) Salve Romano, benvenuto nel mio blog. Grazie per avermi concesso un po’ del tuo tempo. Raccontaci qualcosa di te. Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Ciao Chiara, grazie a te per l’ospitalità sul tuo spazio. La mia passione per la scrittura nasce come naturale conseguenza della passione per la lettura. Per anni ho seguito decine di autori di genere, soprattutto esteri, condividendo le mie esperienze di lettura su un forum letterario nel quale gli utenti si scambiavano recensioni e pareri. Un giorno, quasi per gioco, qualcuno propose di scrivere dei racconti e commentarli tra di noi. Il mio racconto fu notato da Raul Montanari, uno degli scrittori che, a quel tempo (parlo di una decina di anni fa) facevano capolino di tanto in tanto in quella “piazza virtuale”. Raul, con il quale, poi, è nata una solida amicizia, mi spronò a continuare e… eccomi qua.

2) Il tuo romanzo d’esordio è “Ferro e Fuoco”, edito dalla Mondadori. Come è nata l’idea di dipingere una Roma assediata e sanguinaria?

Ferro e fuoco (uscito nel 2009 nel Giallo Mondadori e ripubblicato nel 2012 da Pendragon di Bologna) nasce innanzitutto come omaggio al cinema di genere poliziesco degli anni ‘70, quello comunemente noto come “poliziottesco”. La mia sfida è stata quella di ambientare un action thriller in Italia, cosa che negli ultimi anni pareva quasi impossibile, visto il proliferare di autori stranieri tradotti da noi. La scelta di Roma come location è stata naturale, forse dettata dal ricordo subliminale del più grande successo del cinema poliziottesco quel Roma Violenta di Marino Girolami che nel 1975 sbancò i botteghini. Memore delle potenzialità spettacolari di quel genere di film e rinfrancato dalla lettura di autori come Sergio “Alan D.” Altieri e Stefano Di Marino (fra i pochi a non mostrare un timore reverenziale nei confronti dei colleghi americani) ho messo anima e corpo nella creazione di qualcosa di abbastanza diverso rispetto ai noir e ai gialli in voga qualche anno fa, pieni di investigatori crepuscolari e problematici che sembravano fatti con lo stampino. Certo, si tratta di un’opera prima che risente di parecchie lacune soprattutto riguardo alla tecnica di scrittura… Ma nel complesso sono contento del risultato e ho ricevuto critiche molto positive anche da non appassionati del genere.

3) Parliamo di “A casa del diavolo”, un noir tutto all’italiana. Per scriverlo ti sei documentato sulle sette sataniche? Hai tratto spunto da fatti realmente accaduti?

In realtà A casa del diavolo affronta il tema del satanismo in maniera abbastanza marginale. È un romanzo che dietro a tematiche di un certo genere nasconde verità diverse, se vogliamo molto più “realistiche” e plausibili, come, ad esempio, la truffa bancaria della quale il giovane protagonista, Giulio Terenzi, scoprirà le tracce frugando tra i tabulati lasciatigli in “eredità” dal vecchio collega. Ovviamente, come per tutte le cose che scrivo, mi documento per evitare di apparire approssimativo e intellettualmente disonesto agli occhi dei lettori. Ma in questo caso, riguardo all’ambiente bancario giocavo in casa… mentre per il satanismo mi sono bastate un paio di sedute di ricerca su internet.

4) Il protagonista, il dongiovanni Giulio Terenzi, è del tutto frutto della tua fantasia o ha qualcosa in comune con l’autore?

Tutti i miei personaggi hanno qualcosa in comune con me, persino il super carabiniere-samurai Rinaldo Ferro di Ferro e Fuoco e lo sbirro corrotto Matteo Serra di Milano a mano armata. In Terenzi, in particolare, ho cercato di disegnare i tratti di quello che (almeno in parte) sono stato io stesso un tempo. Nel suo rapporto con le donne, nella sua presunzione, nell’insofferenza e nel senso di superiorità che cova nei confronti dei colleghi di lavoro, ho messo molto del Romano De Marco che fu. Ovviamente, soprattutto oggi che ho quarantasette anni suonati, mi sento lontano anni luce dal carattere di un giovane uomo arrogante come Terenzi. Anche se nell’evoluzione che il personaggio maturerà, all’interno del romanzo, torno a ritrovare qualcosa che ancora appartiene al mio modo di vedere la vita.

5) Qual è il personaggio al quale ti sei affezionato di più? Personalmente ho adorato Albino.

Albino (il bambino con problemi psicologici che con i suoi disegni raccapriccianti svelerà molti misteri a Terenzi) è un personaggio cui mi sono accostato con molto rispetto. Non ho indugiato troppo su di lui, al punto che ho rifiutato di aggiungere altre scene che lo vedevano protagonista nonostante la richiesta esplicita del mio editore. Questo perché conosco, per motivi personali, le reali problematiche dei bambini che soffrono di disagi caratteriali, e non ho voluto “sfruttare” quella tematica più dello stretto necessario. Se personalmente devo scegliere un personaggio preferito, direi senz’altro lo stesso Terenzi, con il quale, scrivendo, ho subito empatizzato. Forse perché, in fondo, Terenzi sono io. 

6) Hai dipinto con maestria scenari horror e atmosfere da incubo. Sei stato influenzato dalla cinematografia di genere? Quali sono i tuoi film preferiti?

Devo confessarti che non sono un patito dell’horror. Al di là di indiscussi capolavori come La casa dalle finestre che ridono o Profondo rosso (che però, non possono essere definiti veri e propri horror…) è un genere cinematografico che non mi appassiona. Semmai il romanzo deve molto al “thrilling” italiano degli anni ‘70 e ‘80, e a grandi maestri come Bava, Fulci e lo stesso Argento (dei tempi buoni…).

7) E i libri o gli autori che ti hanno ispirato?

Beh, non posso negare che la storia, nella sua idea di base, sia già stata sfruttata da altri autori. Lo straniero che arriva nel paesino sperduto, apparentemente tranquillo, e che vi scova il classico “nido di vipere”, non è certo una novità. Io, ovviamente, ho cercato di rielaborarla e renderla originale grazie al cambio di ambientazione, ai personaggi e alle sottotrame che si discostano parecchio dai classici “paletti” del gotico di ambientazione rurale. Se devo citare due “maestri” di riferimento (che peraltro ho anche nominato nei ringraziamenti del libro) direi Eraldo Baldini per quanto riguarda la narrativa e Pupi Avati per quanto riguarda il cinema.

8) Sei molto legato alla tua terra, l’Abruzzo?

Sì, molto. Penso di essere fortunato a vivere qui, è una specie di paradiso sotto molti punti di vista. Le città, in particolare Roma e Milano, le frequento spesso, per lavoro o per vedere amici e parenti, e in quei casi mi ci trovo benissimo. Ma viverci sarebbe un altro paio di maniche. Non resisterei più di due settimane senza il mio mare e le mie montagne a portata di mano.

9) Pensi che esistano ancora paesini di montagna in cui regnano l’ignoranza e la diffidenza?

Più che pensarlo lo so per certo. Per motivi di lavoro, in passato ho frequentato moltissimi posti simili a Castrognano, il paese immaginario nel quale è ambientato il romanzo. E posso assicurarti che nelle descrizioni e nelle atmosfere non ho dovuto inventare nulla…

10) Quali sono i tuoi progetti futuri? Magari butterai giù un romanzo d’amore?

Romanzo d’amore? Perché no, non lo escludo… Attualmente, però, ho ben tre romanzi inediti nel cassetto e mi sto muovendo su vari fronti per capire quale sia la strada migliore da seguire per continuare la mia attività di narratore. Quello dei tre cui tengo di più è la storia del ritorno in scena di un ex poliziotto alcolizzato che, pur di ritrovare la figlia rapita, affronterà una guerra quasi impossibile contro i suoi stessi demoni. Lo aiuteranno l’ex collega tradito e un investigatore anziano molto originale. Spero di ritrovarmi, un giorno, a parlarne sul tuo blog!

25 commenti:

  1. Ottima intervista, Chiara :) Anche a me è piaciuto tanto e ho scoperto che, il 23, se non sbaglio, l'autore sarà in una libreria della mia città. Non vedo l'ora di avere anch'io una copia autografata di questo ottimo noir :)

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    1. Grazie! :D Vedrai che Romano è una persona squisita!!

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  2. E queste sì che sono soddisfazioni.
    Prima hai letto un libro che ti è piaciuto molto, poi l'hai intervistato ed infine l'hai potuto conoscere e farti autografare il suo libro.
    Quando si dice trovarsi nel posto giusto al momento giusto!
    L'intervista è molto bella e non vedo l'ora di leggere questo interessante Libro!
    Mercì ma chère :) smack ♥

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    1. Sìììì è vero!
      Grazie, vedrai che ti piacerà!
      Un bacione ♥

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  3. bella intervista e grande soddisfazione per te, immagino.

    brava Chiaretta, vai alla grande :)

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    1. Grazie Lori, sì, una bella soddisfazione davvero!
      Bacioniii

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  4. brava Chiaretta!!! bellissima intervista a uno scrittore che mi piace molto.
    credo che leggerò anche Ferro e Fuoco mentre aspetto uno dei suoi nuovi romanzi ;-)
    buon inizio settimana

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    1. Grazie mille cara!
      Piace anche a te? Anch'io penso che recupererò tutti i libri di questo scrittore, in attesa dei nuovi romanzi :D
      Buona settimana anche a te!

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  5. bravissima tesoro una gran bella intervista :)
    baci
    Alice

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  6. Che bella intervista! questo autore mi sembra interessante come persona e come scrittore. Il thriller non è il mio genere preferito, ma ogni tanto leggo qualche romanzo; dopo questa descrizione di Terenzi, che nonostante l'arroganza mi sta già simpatico, credo comprerò il libro. Ti dirò poi come mi è sembrato
    Un abbraccio

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    1. Grazie cara!
      Più che thriller lo definirei proprio un noir molto intrigante e con un ritmo serrato.
      Sì, vedrai che Terenzi ti risulterà simpatico, anche se a volte fa venire i nervi ;-)
      Poi fammi sapere se ti è piaciuto!
      bacioni

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  7. approfondisco la conoscenza di questo autore, mi piace la trama!
    buon carnevale!

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    1. Grazie e buon carnevale anche a te cara!

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  8. Complimenti per l'intervista! Letta con piacere :-)

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  9. ebbrava chiaretta!
    Ma se "La casa dalle finestre che ridono" non è un horror, io sono Carlomagno :)

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    1. Ehiii chi si vede!! Grazie mille caro!
      Eeehm mi confesso ignorante in materia, mai sentito e mai visto :">

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    2. Rimedia! Pupi Avati è un maestro del genere oltre che un maestro del cinema italiano. Il film in questione è datato ma sempre molto efficace, se vuoi qualcosa di meno anni '70 prova "L'arcano incantatore", stesso regista ma più recente.

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    3. Oookay capo, mi fido del tuo giudizio!
      Anche se, appunto, non so se avrò il coraggio di vedere un horror anni '70, mi butterei più su "L'arcano incantatore" ;-)
      Ciaooooo

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  10. Chiara, ma che coincidenze hai vissuto! Come in un romanzo. Ti mancava solo trovare nella pizza un bigliettino scritto da una vecchia compagna di scuola morta dieci anni fa in un misterioso incidente!
    L'intervista è bellissima, finalmente uno scrittore (anzi, genericamente, direi un "intervistato") che non risponde con odiose frasi fatte, quelle così costruite che alla fine ti chiedi come mai non abbiano costruito meglio anche l'ortografia e la sintassi ;) Invece qui è tutto perfetto e vero!
    Adesso, sempre più, voglio leggere i suoi romanzi, perché il genere mi piace e ultimamente mi sto rendendo conto di quanto siamo stupidamente esterofili, dato che, se da una parte, oggigiorno chiunque può improvvisarsi scrittore, dall'altra non mancano perle fra i nuovi scrittori italiani, e allora sosteniamoli e regaliamoli per i compleanni (io prima lo regalerò a me).
    Buona settimana!!

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    1. Tesoro ciao!
      Hai visto sì, che coincidenze? Quasi quasi ci scrivo un libro, con "un bigliettino scritto da una vecchia compagna di scuola morta dieci anni fa in un misterioso incidente"! ;-)
      Ti è piaciuta l'intervista? Grazie! Romano è una persona umile, schietta e sincera e le sue risposte vanno dritte al punto. Proprio in una recente intervista (che non ho pubblicato) mi sono capitate risposte concise e quasi scocciate, non puoi capire che rabbia >.<
      Sono contenta che questo scrittore ti abbia colpito, fammi sapere cosa ne pensi!
      Sì guarda, anch'io ultimamente mi sto rendendo conto che tra miriadi di autori esordienti scarsi uno su un milione ce la fa e ne sono felice!
      Buona settimana a te e fatti un bel regalino! ;-)

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  11. Salve a tutti, scusate l'intrusione, approfitto ancora una volta per ringraziare Chiara dell'ospitalità nel suo delizioso blog e tutti gli intervenuti che hanno avuto per me e per il mio romanzo parole di apprezzamento (anche sulla fiducia...). Su "La casa dalle finestre che ridono" del maestro Pupi Avati, concordo con Emanuele, assolutamente da vedere (meglio in compagnia se siete facilmente impressionabili...). La questione Horror o non-horror è un po' una mia impostazione del tutto personale che mi spinge a catalogare nella prima categoria solo quei film con una decisa componente soprannaturale. Un abbraccio a Chiara e un grazie a tutti voi!

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  12. Salve a tutti, scusate l'intrusione, approfitto ancora una volta per ringraziare Chiara dell'ospitalità nel suo delizioso blog e tutti gli intervenuti che hanno avuto per me e per il mio romanzo parole di apprezzamento (anche sulla fiducia...). Su "La casa dalle finestre che ridono" del maestro Pupi Avati, concordo con Emanuele, assolutamente da vedere (meglio in compagnia se siete facilmente impressionabili...). La questione Horror o non-horror è un po' una mia impostazione del tutto personale che mi spinge a catalogare nella prima categoria solo quei film con una decisa componente soprannaturale. Un abbraccio a Chiara e un grazie a tutti voi!

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    1. Ciao Romano, che bello averti qui! ^_^
      Sei sempre molto gentile, grazie a te per aver risposto alle domande e per avermi accolto in pizzeria con calore!
      Per quanto riguarda "La casa dalle finestre che ridono" penso proprio che lo vedrò, grazie per il suggerimento!
      Un abbraccio a te e buon weekend

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