giovedì 31 ottobre 2013

Contest di Halloween

Buongiorno miei cari lettori e buon Halloween a tutti! :D Cosa avete organizzato di bello per questa sera e per questo weekend? Mio marito e io oggi facciamo lezione di tennis, ma poi abbiamo programmato una bella passeggiata al centro di Roma, visto il tempo che sta facendo questi giorni non possiamo non approfittarne! Magari incontriamo qualche streghetta in giro per la città :P Venerdì invece dovremmo partire per andare a trovare la nonna di mio marito in quel di Caserta e domenica sera abbiamo una festa di compleanno… insomma, saranno giorni abbastanza impegnativi!

Ma veniamo a noi e al mio superfantasmagorico contest di Halloween!!


Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato sebbene siano stati in pochi, ma me ne assumo la piena responsabilità: mi sono organizzata tardi e posso immaginare quanto sia difficile scrivere un racconto pauroso, vi ho messo un po’ alla prova, ma alcuni di voi hanno tentato e devo dire che sono riusciti egregiamente nell'intento! ^_^

Ecco i nomi dei racconti e dei relativi autori:

Il fuoco della giustizia” di Ilaria http://ilaria82.wordpress.com/

Prima dell’alba” di Jury http://jurylivorati.blogspot.it/

Halloween… il racconto della mia Nonna” di Marianna http://tuchesaitutto.blogspot.it/

Nessuno sceglie mai scherzetto” di Emanuele http://nientedivero.wordpress.com/

A tenaglia” di Elle http://lospiritonellacasa.blogspot.it/

Cinque storie mozzafiato, accattivanti e ricche di suspense. Niente male davvero ragazzi! Ilaria ci terrorizza con la malefica strega che tortura Rebecca tentando di farle capire che deve rimediare ai suo sbagli; Jury invece ci racconta la storia malinconica e terribile di un incidente che tormenta e turba il sonno del povero malcapitato protagonista della sua storia; Marianna ci rende partecipi di una delle storie della nonna che riguarda in questo caso proprio la festa di Halloween, vi posso assicurare che è inquietante e commovente al tempo stesso.
Anche Emanuele ambienta la sua storia del terrore ad Halloween con un finalone a sorpresa!
Ultima ma non ultima, la cara Elle ci racconta dei dubbi della protagonista riguardo i suoi capelli: ma non lasciatevi ingannare, perché le incertezze della nostra eroina nascondono qualcosa di più che un banale dubbio amletico “li taglio o non li taglio”, vi garantisco che la fine mi ha lasciata a bocca aperta.
Okay okay basta cincischiare, vi dirò a chi va la medaglia d’oro nonché il meritatissimo premio (pensavate non ci fossero premi eh? Dubitavate di me e invece vi ho stupiti ihihih), okay basta, la smetto! Aaaaaand the Winner iiiiiiiiiiis



EMANUELE con il suo “Nessuno sceglie mai scherzetto”!!! E’ un racconto è divertente, vivace e spaventosamente ironico! Bravo Emanuele, ma devo fare i complimenti a tutti, siete stati in gamba!

Ed ecco il tanto agognato premio (in ebook):




Naturalmente il nostro caro Ema recensirà il libro in esclusiva per il mio blog, ma credo che gli darò il permesso di parlarne anche sul suo di blog ;-) troppo generosa eh? A proposito, date una sbirciatina al suo angolo di recensioni, racconti e chi più ne ha più ne metta, uno spazio decisamente originale http://nientedivero.wordpress.com/

Di seguito riporto il racconto vincitore del contest. In ogni caso chi vuole può scaricare gratuitamente il pdf di tutti i racconti che hanno partecipato, basta cliccare sul link che vedete sulla barra destra del blog.

Auguro a tutti un felice Halloween e una serena festa di Ognissanti! Vi abbraccio forte e come sempre…

ABBUFFATEVI DI PAROLE!!!




Nessuno sceglie mai scherzetto
Racconto di Emanuele Corsi

Pietruccio si guarda intorno a disagio. Il vagone della metro è strapieno, la gente torna a casa stanca dal lavoro e quelli che hanno la forza di alzare lo sguardo sul prossimo lo bersagliano di occhiatine.
Nei vetri vede riflessa la sua faccia tonda, bianca di cerone, da undicenne arrabbiato col mondo. Ma in questo momento oltre che arrabbiato è intimorito: dagli occhi iniettati di sangue del vecchietto seduto lì di fianco, che mastica frasi come “ai tempi miei”, “’sti giovani bruciati”, “’sta robaccia americana”. E dagli occhi acquosi e maligni della signora cinquantenne che lo soffoca tra seni enormi e carnosi e profumo di vegetali marci, scuotendo leggermente la testa fresca di parrucchiere. E dagli occhi del fighetto palestrato in giacca e cravatta che guarda i suoi abiti con divertito disprezzo.
Pietruccio sospira. È inutile agitarsi, è così ogni anno da quando ha deciso di vestirsi da vampiro ad Halloween. Le risatine, i commenti sarcastici, le occhiate sprezzanti che gli ha tirato contro quel vestitino ricavato a mano con tanta cura e (poca) precisione…
«Ma che, è Carnevale?» sussurra la signora seduta accanto al vecchio che predica. Lui non se lo fa ripetere due volte, e anzi alza la voce apposta per farsi sentire da mezzo vagone: «Ma quale Carnevale, signora. Dove andremo a finire qui a forza di sciropparci tutte le boiate che vengono dall’America. Ah, ma se fossi il padre…»
Pietruccio, se ci riuscisse, scrollerebbe le spalle. Ne sopporta così tante, può sopportare anche questa. E nessuno lo convincerà a rinunciare a fare dolcetto o scherzetto? la sera di Halloween. Anche se non siamo in America, anche se metà delle persone che incontra lo guardano male e anche se nonostante tutto – Pietruccio fa una smorfia – scelgono sempre dolcetto.
Roba avariata, ovviamente. Cioccolatini vecchi di mesi se non di anni. Caramelle talmente vecchie che nessuno si ricorda più la marca. Che poi, Pietruccio i dolci manco li mangia: gli si cariano i denti – e lui non sopporta di avere i denti cariati. Gli è successo una volta e non vuole davvero ripetere l’esperienza. Quindi ogni volta a fine serata lascia la sua parte agli altri – Tina e soprattutto Lello, che mangia tutto compresa la roba ammuffita – e se ne torna a casa rimuginando sul magnifico quanto inutile scherzetto che aveva preparato.

Toc, toc, fa Pietruccio sulla porta color nocciola con lo zerbino giallo senape.
È tardi, saranno le nove e mezzo, i vecchi sono già a letto, riflette lui. E quelli che stanno in piedi guardano dallo spioncino e sprangano la porta.
«Dai, è inutile. Lasciamo stare» azzarda. Tina è inflessibile:
«Hanno inventato il campanello. Prova il campanello».
«Dai che magari questi hanno pure avanzi di uova di Pasqua» rincara Lello.
Pietruccio sospira, e dà una breve scampanellata. Lello lo sposta con una spallata e si attacca al pulsante:
«E forza! Ti credo che quand’è il turno tuo non esce mai nessuno!»
Non è che gli altri due abbiano fatto granché, stasera. Ma Pietruccio non lo dice: in effetti lui è l’unico che non abbia ancora fatto uscire nessuno. Ma la zona non è il massimo: il quartiere di  Tina, di turno quest’anno, è malfamato, e la gente è restia ad aprire agli sconosciuti. Anche quando sono tre ragazzini.
La porta scricchiola, invece, e apre una vecchina. Ha i capelli grigi appicciati al cranio giallo, e uno scialle verde sulla vestaglia marrone.
«Dolcetto o scherzetto?» fa Tina, inclinando la testa trafitta da un coltellaccio di plastica.
La vecchina strizza gli occhi e sgrana i denti come se non capisse. Per un attimo Pietruccio si illumina: sta’ a vedere che questa si confonde e risponde “scherzetto”.
E invece quella si riprende dopo un momento, fruga nelle tasche lerce della vestaglia e ne estrae due manciate di torroncini mezzi sciolti. E un sorriso marcio.
«Grande, grazie» fa il mostro di Frankenstein, cioè Lello, appropriandosi del premio e infilandosi tutto in borsa. «Oh, certo che se fosse per te…» sussurra poi, cattivo, all’indirizzo di Pietruccio.
I tre ragazzini si lasciano attimi dopo, nel cortile del palazzo. Sguardi bassi, entusiasmo zero, poca voglia di rivedersi l’indomani. E’ andata male, stavolta, gran parte della colpa è di Pietruccio e lui lo sa bene. Persino Tina lo guarda male.
Beh, ma la sua serata non è mica finita, pensa mentre se ne torna mogio mogio verso la fermata della metro, il mantello nero che strascica per terra. Si ferma di fronte a una specie di container grigio che ha una luce accesa dietro una finestra. Questa è quella buona, pensa. Se lo sente. Forse.
Sull’orlo della disperazione, Pietruccio suona alla porta di fronte – che non ha nemmeno lo zerbino.
Il tizio che ne esce c’ha questa canottiera bianca e i bicipiti che pompano sangue a ogni minimo movimento, sotto alle svastiche tatuate. C’ha pure la vena sul collo e sulla fronte che pulsano, sarà già arrabbiato di suo. Quando lo vede, lo squadra con la faccia di uno che ha visto – no, non un fantasma, né tantomeno un vampiro – una chiazza di vomito per terra. Dalla bocca distorta esce qualcosa come:
«Che c…osa vuoi, te?»
Avanti. «Dolcetto o scherzetto?»
«Ah… se sei venuto a scroccare caramelle hai suonato alla porta sbagliata, bello. Fila via».
Pietruccio sente la salivazione aumentare improvvisamente. Il tipo flette i muscoli delle braccia come a volerne dimostrare la potenza. Avanti.
«Quindi scherzetto?»
«Levati dalle palle, ragazzino».
«E quindi, scherzetto!»
«Sì, vabbe’, come ti pare!»
Pietruccio sorride, afferra il tizio per un gomito e lo strattona. Quello rovina a terra, talmente sorpreso da non riuscire ad aprire bocca. Poi il ragazzino vestito da vampiro sfodera cinque centimetri autentici di canini e li affonda dentro quella bella giugulare pulsante di vita e plasma. E succhia. Il corpo del tizio si affloscia svuotato dopo tre lunghi e gustosissimi minuti. Pietruccio rutta.
«Era ora. Trecento anni che aspettavo, cavolo».

- Fine -

giovedì 24 ottobre 2013

Sondaggio chiuso :-)

Carissimi lettori, come state?
Qui a Roma fa un caldo pazzesco, il sole splende e sembra che ci stiamo finalmente godendo le classiche ottobrate romane che mancavano all’appello da un po’. L’unico problema è l’umidità (= Capelli O.O)


Bene, nel momento in cui sto scrivendo manca ancora un’ora alla chiusura del sondaggio, ma i voti ormai sono fermi a 23 da qualche giorno, perciò direi che possiamo dichiararlo concluso. Ecco i risultati:

  • Un genere che solitamente non viene trattato                                8(34%)
  • Più autori famosi e meno autori esordienti                                      4 (17%)
  • Più giveaway                                                                                       2 (8%)
  • Che il follower abbia la possibilità di recensire un libro                  6 (26%)
  • Una rubrica particolare                                                                      6 (26%)
  • Recensioni più brevi                                                                           1 (4%)

Dunque: a quanto pare la maggior parte dei votanti si è espresso a favore di un genere che solitamente non tratto nel mio blog. Devo dire che mi ritengo una lettrice dalla mente aperta, sono pronta a buttarmi in altri generi di lettura che finora ho trascurato perché sono curiosa e ho voglia di misurarmi con altri tipi di lettura, approfondendoli con chi li conosce già.
Un altro dato interessante è la parità tra la possibilità per i follower di recensire un libro e l’introduzione di una rubrica particolare. Per quanto riguarda il primo punto l’idea mi gira in testa già da un po’ e sicuramente la metterò in atto, è anche un modo per parlare di altri generi letterari.

La rubrica particolare… ecco, la devo ancora inventare! Qualcosa mi frulla in testa, devo solo buttarla giù e vedere cosa esce fuori.

C’è un altro dato non meno interessante degli altri: il 17% dei voti è andato a “Più autori famosi e meno autori esordienti”. Devo dire che concordo con voi su questo punto. Ormai scrivono tutti, questa non vuol essere un’offesa, badate bene, è un dato di fatto: con l’avvento del self-publishing chiunque può scrivere qualcosa e magari anche vendere qualche copia, ma da qui a essere un bravo scrittore ce ne passa!
Da quando ho iniziato ad accettare romanzi di autori esordienti (all’inizio tutti, poi ho iniziato a fare una cernita) sono rimasta delusa troppe volte dal contenuto, dalla trama, dagli errori che ogni volta che metto mano su uno di questi libri sono terrorizzata all’idea di quello che potrò trovare. Se un romanzo funziona, è scritto bene, lo si capisce fin dalle prime righe, ma credo mi sia capitato 3 volte su 50 in tre anni di blog!
Perciò ho preso una decisione: essendo una persona corretta - sebbene sia passato del tempo - leggerò i romanzi che mi sono già stati inviati e che avevo accettato di recensire, dopodiché NON riceverò più libri di autori esordienti. Mi dispiace davvero, non è per ripicca o per cattiveria, ma ho aperto il blog per parlare di libri che io scelgo di leggere e che potrebbero rispettare i miei gusti e desidero tornare alle origini.

Svisceriamo anche gli ultimi due dati. L’8% dei voti è andato a “più giveaway”: ne ho fatti diversi all’inizio di questa avventura, è un modo simpatico per attirare i lettori, ma preferisco lanciare dei contest ogni tanto per interagire con voi in maniera attiva e originale, che prevedano o meno dei premi.

Un ultimo dato: chi è che ha votato “recensioni più brevi”??? >.< ahahahah scherzooo non sono arrabbiata, prenderò in considerazione anche questo voto e farò le mie valutazioni. D’altra parte il sondaggio è nato per questo motivo, per fare un’analisi onesta e chiara della situazione del blog.

Ringrazio tutti per la partecipazione. Naturalmente idee e suggerimenti sono ancora e sempre ben accetti qui sotto al post o via email.

Intanto rinnovo a tutti l’invito a partecipare al contest di Halloween: si tratta di scrivere un racconto pauroso di una-due pagine Word inventato oppure che riguarda un episodio della vostra infanzia o adolescenza che vi ha terrorizzato. 


La scadenza per l’invio dei racconti è il 28 ottobre. Ringrazio intanto quelli che hanno già inviato i loro racconti da brivido!

Auguro a tutti uno splendido e - speriamo - soleggiato weekend! ^_^

lunedì 21 ottobre 2013

Un post calorico!

Buongiorno a tutti cari lettori.
Vorrei innanzitutto ringraziarvi per aver partecipato così numerosi al sondaggio e aver commentato il post precedente, elargendo preziosi consigli che terrò a mente nello sviluppare e migliorare il blog. In ogni caso il sondaggio non è ancora chiuso, perciò chi non avesse votato ha tempo fino al 24 ottobre.
Un’altra data da ricordare è il 28 ottobre: è l’ultimo giorno utile per inviare a lerecensionidichiara@gmail.com un racconto spaventoso per festeggiare insieme Halloween!

Ora veniamo alle calorie! Sapete che mio marito e io adoriamo cucinare, e per fortuna il sabato e la domenica possiamo sbizzarrirci, grazie anche alle nostre cavie :P La mia famiglia e quella di mio marito sono sempre pronte ad assaggiare i nostri piatti e a darci consigli su come migliorarli o anche solo a farci i complimenti! Questa volta è toccato alla famiglia di mio marito. Sabato abbiamo preparato un fantastico primo: calamarata con patate, pomodorini e calamaretti (nella ricetta originale andavano usati i moscardini, ma non li abbiamo trovati); per secondo una ricetta già provata e approvata (da noi stessi), il polpo ubriaco, ragazzi, è divino! La prima ricetta l’abbiamo presa dalla rivista Alice di questo mese, mentre la seconda l’abbiamo vista su Giallo Zafferano ed è stato un successone, garantito! E per ultimo non potevano mancare i dolci: mia suocera ha portato una bellissima crostata di mele, mentre io ho preparato per la prima volta in vita mia, la torta caprese, ricetta sempre presa da Alice. Beh, praticamente la mia torta è stata divorata, alla fine ne è rimasto un micro pezzettino, a discapito della torta della suocera, ma per il semplice fatto che la mia era più “saporita” e più calorica ;-)


Anzi, devo chiedervi un consiglio amiche food blogger: questa torta deve cuocere circa un’ora, ma la superficie a un certo punto si è spaccata. Mi hanno detto che solitamente con le torte al cioccolato succede, voi cosa ne dite?

Tanto per restare in tema cibo, oggi vi parlo di un libro edito da Mondadori, che mi è stato gentilmente inviato, intitolato “A capotavola”. Mi sono letteralmente innamorata della copertina vintage, non è splendida?


Si tratta di un manuale scritto a due mani, da Laura Grandi e Stefano Tettamanti, dell’agenzia letteraria Grandi&Associati.
Non si può riassumere questo libro, perché si tratta di brevi capitoli in cui gli autori parlano di e raccontano storie di personaggi famosi che hanno dato un contributo fondamentale alla cucina, ma che spesso e volentieri con la cucina non avevano niente a che fare! Come per esempio Bismarck, o Michelin o ancora Agatha Christie, persone che però hanno in comune l’amore per il cibo.
Curiosa è la comparsa nel manuale della mitica Nonna Papera e della sua famosa torta di mele, che lascia sempre a raffreddare sul davanzale. Sapevate che dietro le ricette della Nonna c’è una professoressa universitaria, Luisa Ribolzi?
Troviamo anche Anton Ego, chi non ha visto il mitico Ratatouille? Il critico che faceva tremare tutti i cuochi di Parigi!
Insomma, un manuale variegato e interessante, sebbene a mio modesto parere avrei preferito che gli autori avessero trattato meno personaggi ma in maniera più approfondita, così come hanno fatto nel loro precedente libro (che ho letto ma non recensito qui), “Racconti gastronomici”, da cui hanno anche ripreso certe nozioni e certe frasi. Qui dopo un po’ il lettore si perde nelle nozioni biografiche, cui avrei dato meno peso, insomma, diciamo, che la copertina è più bella e colorata rispetto al contenuto, che rimane comunque di tutto rispetto e forse più interessante agli occhi degli chef, che vi possono trovare anche ricette antiche da riproporre!

Auguro a tutti un buon inizio settimana! ^_^

venerdì 18 ottobre 2013

Che ne dite? Collaboriamo?

Carissimi lettori, è venerdì e qui splende il sole, non sono due bellissime notizie? ^_^
Niente recensioni oggi, ma come ho scritto ieri su facebook vi chiederei la cortesia di rispondere al sondaggio che ho inserito nella sidebar del blog.
Come potete vedere la domanda da un milione di dollari è la seguente: “Cosa vi piacerebbe trovare in un blog che parla di libri?”, nello specifico “nel mio blog”.
Perché questa domanda? Intanto è un modo per interagire con i miei follower, conoscere quello che pensano, quello che vorrebbere vedere o leggere in un blog che parla di libri. Ho notato un calo dei commenti e questo indica che i lettori vogliono qualcosa di diverso, uno svecchiamento, idee nuove e stimolanti. Sono ormai tre anni che questo blog ha preso vita ed è evidentemente tempo di cambiamenti.
Quindi fatemi sapere cosa ne pensate tramite il sondaggio, ma anche tramite i commenti a questo post: potete scegliere più di una risposta, e se avete dei dubbi non esitate a chiedere!

E tanto per dare una scossa al blog, che ne dite di questa idea? Sapete che amo Halloween e so già che tra un po’ inizieranno di nuovo le solite sterili polemiche, tra chi considera questa festa blasfema e chi come me la prende per quello che è: una semplice festa, colorata e spaventosa, che tra l’altro viene prima di Ognissanti, quindi non vedo davvero quale sia il problema!
Avevo pensato a una sorta di contest, ma non so ancora cosa si vince eh! :P


Dunque: possono partecipare tutti, non mi interessa se non si è lettori fissi del blog e non è necessario iscriversi, se quello che posto vi piace allora tanto meglio! :-)
La sfida è questa: scrivere una o al massimo due pagine Word che hanno come tema un racconto pauroso. Va bene sia una storia completamente inventata sia una storia vera, magari un racconto d’infanzia, oppure potete raccontare qualcosa che vi spaventa da morire legandolo a un episodio che vi è accaduto realmente.
Come vi dicevo, non so ancora cosa si vince, ma posso dirvi questo, il racconto vincitore verrà pubblicato il 31 ottobre sul mio blog, mentre gli altri verranno raccolti in un unico file scaricabile gratuitamente. So che magari è un argomento difficile in cui cimentarsi, ma può essere divertente. Volendo, i racconti possono restare anonimi, nel caso inventate un nickname. Potete inviare le vostre storie via email a: lerecensionidichiara@gmail.com

L’invio dei racconti scade il 28 ottobre

Vi aspetto numerosi mi raccomando! ^_^

Vi abbraccio forte e vi auguro uno splendido weekend

martedì 15 ottobre 2013

Fermate gli sposi!!!

Buooongiorno a tutti miei cari, come state?
Io abbastanza bene, a parte i muscoli doloranti dalla testa ai piedi :-/ Il tennis è uno sport faticosissimo, lo sapevate?? Ho dovuto iniziare a prendere il guaranà e a mangiare carboidrati quando ho lezione (solitamente durante la settimana li evito!) e finalmente ho trovato un po’ di energia, altrimenti non riuscirei a sostenere l’allenamento. Devo dire che il problema è che fino alla settimana scorsa facevo tutto di fretta perché uscivo tardi dal lavoro, devo prendere due metro e quindi arrivavamo pelo pelo, ci cambiavamo di corsa e via ad allenarsi! Che dopo che ti sei svegliata alle 6 di mattina non è il massimo! Adesso però le cose sono cambiate, dopo 6 anni di lavoro in questo studio i capi hanno acconsentito - su nostra richiesta - di ridurre la pausa pranzo (la mia era di due ore e mezza!) a me e alla mia collega, così usciamo un po’ prima! Un grande traguardo!

Bene, e ora veniamo al nuovo libro della Kinsella: “Fermate gli sposi”.


La trama è la seguente: Lottie è convinta che Richard abbia organizzato un pranzo speciale perché le chiederà di sposarla, ma naturalmente non va così e i due addirittura si lasciano.
Fliss, la sorella di Lottie, è terribilmente preoccupata perché ogni volta che Lottie si lascia commette qualche enorme sciocchezza, come aderire a una setta o farsi un tatuaggio, ma stavolta le cose vanno al di là di ogni fervida immaginazione: Lottie sposa un suo ex, Ben, conosciuto quindici anni prima su Ikonos, un’isola greca che per entrambi ha significato molto. Fliss farà di tutto per evitare che i due consumino il loro matrimonio e vola a Ikonos dove i due si sono recati per il viaggio di nozze insieme a Lorcan, il migliore amico di Ben che lo insegue per motivi di lavoro; perfino Richard si imbarcherà sul volo per la Grecia per tentare di riconquistare Lottie, ma non sarà facile per nessuno di loro mettere a punto il proprio piano.
Il romanzo, a differenza dei precedenti, è strutturato in maniera diversa: ogni capitolo è scritto in prima persona, ma in uno abbiamo il punto di vista di Lottie, mentre in un altro possiamo leggere invece il punto di vista di Fliss e questo espediente narrativo mi è piaciuto molto. Ma, sì stavolta c’è un ma, la storia non mi ha preso più di tanto e - ahimè - non ho riso tanto quanto faccio solitamente con i romanzi della Kinsella.
Chi mi conosce ormai sa che adoro questa scrittrice e che non mi delude mai. Ogni volta che leggo le sue storie esilaranti piango dalle risate e alcune volte capita che sono in mezzo alla gente quando scoppio a ridere :”> 
Chi l’ha letto prima di me mi ha assicurato che mi sarebbe piaciuto molto e che avrei riso tanto, ma non è successo e sì, sono un po’ delusa. Le parti riguardanti Lottie le ho trovate noiose e ripetitive: si trattava solo di scoprire come e perché lei e il marito non riuscivano a fare sesso ed entrambi si sentivano frustrati per questo, perché era da quando si sono rivisti che non vedevano l’ora di farlo! Per carità! 
Ho trovato le parti di Fliss più interessanti e divertenti, con i suoi disperati tentativi di fermare la sorella, il suo rapporto conflittuale con l’ex marito e la sua relazione controversa con Lorcan. Anche il figlio di Fliss, Noah, è molto dolce e strappa qualche sorriso, soprattutto perché gli adulti trovano modi sempre nuovi e divertenti per tradurre “fare sesso”, visto che lui è ancora molto piccolo.
Il finale è più che scontato in tutto e per tutto: sia chiaro, amo gli happy ending, ma qui ho trovato il tutto troppo smielato e facilone.
E’ un romanzo tuttavia scorrevole e spensierato se si vuole passare qualche ora piacevole è il libro giusto.
So che molti mi troveranno ipercritica nei confronti di questo libro, ma può succedere che i nostri autori preferiti a volte ci deludano e stavolta è successo a me. Continuerò a comprare i libri della mitica Sophie, sperando che torni a farmi ridere e a sognare!

Auguro a tutti una buona settimana! ^_^

“No, io non sono ossessionata. E no, non l’hanno fatto.” Il suo umore migliora all’istante. 
“Fatto che cosa?” domanda Noah.
“Messo la salsiccia nella pagnotta” risponde Lorcan, finendo il caffè. 
“Lorcan!” ribatto seccamente. “Non dire certe cose!”
Noah scoppia a ridere. “La salsiccia nella pagnotta!”
Meraviglioso. Fulmino Lorcan con lo sguardo, che mi fissa impassibile. E comunque “la pagnotta”... mi giunge proprio nuova.

mercoledì 9 ottobre 2013

Un post pieno zeppo di...

Buooondì miei cari lettori!
Allora, questo post sarà pieno zeppo di… cose! Dunque, inizio col ringraziare con tutto il cuore la mia amica blogger Ilaria, per avermi consegnato questo bellissimo premio: The Versatile Blogger!


Lo regalo a tutti i miei amici “virtuali”, a voi che mi fate compagnia, che mi rallegrate nelle giornate buie, che mi fate ridere e mi fate ingrassare solo guardando le vostre meravigliose ricette! :-)
Un’altra… cosa ^_^ Vi ho già presentato in passato una bravissima autrice esordiente, Connie Furnari, che mi conquistò con il suo meraviglioso “Stryx”. Come potete vedere sulla barra destra del mio blog, potete scaricare gratuitamente un suo racconto fantasy, “Zelda”, inoltre - proprio ieri sera - mi ha scritto dicendomi che è disponibile un altro avvincente racconto paranormal, ispirato a “Romeo e Giulietta”, ma con un finale a sorpresa. Cosa aspettate a scaricarli? Visitate il suo interessantissimo blog!

E ora, prima di passare al tanto atteso vincitore della rubrica mensile del blog, vorrei parlarvi di un romanzo di un’autrice esordiente: “Sinnerman” di Sonia Paolini.


Sonia mi ha scritto mesi fa (chiedo venia per il ritardo!!) chiedendomi di recensire il suo libro, il cui titolo è tratto dall’omonima canzone di Nina Simone.
Il romanzo parla della tormentata storia d’amore tra l’imprenditore trentottenne Eric Foster, di Atlanta, e la quattordicenne Sophie, che vive con la sua famiglia a New Orleans. Eric è in viaggio per affari e non appena vede Sophie se ne innamora perdutamente e fa di tutto per portarla con sé ad Atlanta.
Eric la sposa, contro la volontà della ragazza che cerca in tutti i modi di sfuggire a quell’uomo che tanto odia per averla strappata dalla matrigna e dai fratelli, ma alla fine si innamora di lui.
La storia si snoda tra vari scenari, Atlanta, New Orleans, New York nella cornice storica che va dal 1930 al 1950. Eric ha una vera e propria ossessione per Sophie, tanto da diventare addirittura violento, ma alla fine cercherà il perdono della sua amata.
La storia aveva delle ottime premesse, la trama mi aveva colpito, perciò decisi di leggerlo, ma son rimasta molto delusa. Non so se voleva essere un tentativo di scrivere un romanzo storico (che peraltro io amo) oppure un romanzo d’amore: la cornice storica è pressoché inesistente, l’autrice si limita ogni tanto a buttare qua e là qualche informazione presa da un libro di storia e l’amore… l’amore tra i due protagonisti non si capisce bene quando nasce e perché nasce.
Ci sono errori di grammatica un po’ ovunque, dialoghi poco strutturati e trama ripetitiva. I fatti non vengono ben sviluppati, le cose succedono troppo in fretta senza dare una spiegazione sensata al lettore.
Mi dispiace davvero, ma no, questo romanzo non mi è piaciuto. Incoraggio comunque gli autori esordienti a rivolgersi sempre alle case editrici non a pagamento, seppur piccole (che forse spesso sono le migliori) che lavorano alacremente sul testo per migliorarlo.
In ogni caso, per qualsiasi informazione sul romanzo cliccate qui: http://www.cubolibri.it/home.php/ebook-sinnerman-sonia-paolini-drops-edizioni-9788898058242.html

E ora veniamo a noi: chi sarà il vincitore della rubrica “The Most Beautiful Sentence” di ottobre?? Come sempre le frasi che scegliete mi colpiscono, sono profonde e frutto di una scelta meditata, ma questo mese, quella che mi ha catturato e fatto riflettere è la frase scelta da… Marianna!

Eccola qui:
"Immagino che nessuno di noi capisca i genitori fino a che non è genitore lui stesso. Un giorno forse ci sentiremo altrettanto protettivi, spaventati e feriti dai nostri figli. Ma spero che non durerà a lungo." Tratta da “La strada in fondo al mare” di Leah Fleming.


E voi, cosa ne pensate?
Auguro a tutti voi un buon proseguimento di giornata, a presto! ^_^

lunedì 7 ottobre 2013

The Most Beautiful Sentence

Buongiorno a tutti e buon lunedì! Spero abbiate passato un bel weekend, nonostante il tempo pazzerello.. per fortuna da noi il meteo non ci ha azzeccato molto, da due giorni di pioggia ne abbiamo avuto soltanto uno e mezzo :-)
Sabato sera mio marito e io siamo andati a mangiare una pizzetta e poi siamo andati al cinema a vedere "Il cacciatore di donne" con Nicolas Cage, un thriller basato su una storia vera, cruento e ben recitato, con colpi di scena pressoché nulli, ma a me è piaciuto, a mio marito un po' meno.. avrebbe apprezzato un po' più di suspense!
Domenica mattina invece abbiamo affittato un campo da tennis per un'oretta e ci siamo allenati, così stasera arriviamo carichi dal maestro Roberto ^_^ E il pomeriggio invece ci aveva invitato una mia amica novella sposina nella sua nuova casetta. Abbiamo visto le foto del viaggio di nozze (Australia e Polinesia :'( ) e abbiamo cenato in allegra compagnia. Ah, il mio dolce ha avuto un gran successo :D Purtroppo non ho una foto, comunque ho preparato una cheesecake con ricotta, gocce di cioccolato e cannella, una bontà! Vi assicuro che è venuta proprio così!

Ricetta presa da Alice

Bene, veniamo a noi, senza ulteriori indugi. Oggi torna l'amatissima (?) rubrica "The Most Beautiful Sentence". Siete pronti?


Questa è la frase che ho scelto io, tratta da "Le cinque regole del corteggiamento" di Massimo Lolli:
"Non esiste chi ama e chi non ama. C'è chi ama tanto per poco, e chi ama poco per sempre. Nessuno amerà mai come una donna, ma nessuno smetterà mai di amare come un uomo...".

E ora a voi, miei cari lettori! Aspetto con ansia le vostre frasi ^_^ 

martedì 1 ottobre 2013

C’ero una volta

Ciao a tutti, come state?
Eeee lo so lo so, state morendo dalla curiosità di sapere come ho trascorso l’anniversario del mio matrimonio, vero? Ebbene, sarete accontentati: dopo vari progetti andati in fumo per via del brutto tempo ed essendo purtroppo stanchi morti causa lavoro, abbiamo organizzato una cenetta a lume di candela… a casa!! Un’ottima bottiglia di vino, un fantastico risotto ed ecco che l’anniversario si trasforma in una serata romantica!
L’importante è stare insieme no? Felici e contenti! ^_^
Ah un’altra cosa. Vi ricordate che vi avevo accennato che avremmo iniziato a prendere lezioni di tennis? Giovedì scorso abbiamo fatto la prima lezione e ieri c’è stata la seconda, ragazzi, che fatica ^_^’
Abbiamo già imparato il diritto e il rovescio e il maestro (un simpatico sessantenne romano) è soddisfatto dei nostri progressi! Ho sempre amato lo sport in generale, ma devo dire che non pensavo che il tennis mi sarebbe piaciuto così tanto! Quando diventerò brava mi comprerò pure la gonnellina :P

Bene ragazzi, ora passiamo ai libri. Quest’estate, sempre regalo di mio fratello, ho letto “C’ero una volta” di Lulù Librandi, edito da Fazi Editore.



Lulù è nata in Calabria nel ‘76, lavora da anni come avvocato in uno studio internazionale e questo è il suo primo romanzo.
Il libro cattura fin da subito, lo stile ricorda molto la nostra amata Kinsella, soprattutto nella trama: infatti la protagonista, Maria Luigia Librandi, detta Lulù, si sveglia una mattina con una forte amnesia (a me è venuto subito in mente il romanzo della Kinsella “Ti ricordi di me?”).
In clinica conosce l’affascinante ma atipico dott. Martini che aiuterà - schedulando le visite in un certo modo - a far riaffiorare i ricordi di Lulù. Inoltre, accanto al suo letto fa capolino una misteriosa e costosa Birkin rosa di Hermès.
Ripercorriamo insieme a Lulù i momenti più significativi della sua vita, dal suo arrivo a Roma, il colloquio di lavoro che le ha cambiato la vita, entrando a far parte di uno studio molto importante e diventando un avvocato indispensabile, l’incontro con l’arrogante Alessandro Malaspina, fino all’incidente che l’ha portata in quel letto d’ospedale. Riuscirà Lulù a ricordare tutto?
Siamo di fronte a un chick-lit davvero ben scritto. Come vi dicevo, all’inizio ero un po’ scettica e anche infastidita di fronte all’idea appunto non originale di iniziare il romanzo con la protagonista senza memoria in un letto d’ospedale. Andando avanti nella lettura però il romanzo si sviluppa in maniera diversa rispetto al libro della Kinsella ed è anche piuttosto scorrevole. La scrittura è frizzante e divertente e l’incidente che ha provocato l’amnesia di Lulù è inaspettato e originale.
I protagonisti sono ben delineati così come è ben descritta la vita all’interno di uno studio grande e rinomato.
Finalmente un bel chick-lit ironico e divertente, non ne leggevo uno così dai tempi della trilogia di Monica della Bosco.
Quest’autrice riesce a far divertire e si percepisce che anche lei si è divertita a scrivere questo romanzo! Da tenere d’occhio!

Devo dire che l’impatto con le palestre romane fu per me la scoperta di un nuovo mondo, un mondo che mi riservava una delle esperienze più forti della mia vita: gli spogliatoi femminili. Gli spogliatoi femminili di Roma sono una dimensione che gli uomini non conoscono, non immaginano, non sospettano minimamente, tant’è che sono pronta a scommettere che anche loro, facendo il proprio ingresso in uno qualsiasi, rimarrebbero sconvolti, disorientati, perché assolutamente impreparati. Perché le donne negli spogliatoi femminili sono capaci di qualsiasi cosa.
Ogni discorso, anche il più intimo, il più delicato viene trattato e snocciolato come uno sbaglio di tinta dal parrucchiere, tra una botta di phon e una di spazzola. Non c’è niente di così segreto o scabroso che non possa essere condiviso, in quella dimensione. E non appunto tramite sussurri, conversazioni a mezza voce, frasi spezzate, bensì nella coralità più completa, perché tutte possano ascoltare, e laddove ci sia da apprendere, apprendano. Dalla descrizione del miglior modo di inserire il tampax (anche tramite opportune dimostrazioni) a quella del miglior modo di fingere gli orgasmi per anni e anni con il proprio compagno (anche questa con dimostrazione, di solito), perle di saggezza che volano da un armadietto all’altro per arricchire generosamente il know-how di tutte.