giovedì 28 novembre 2013

Una Cenerentola dei nostri giorni ^_^

Cari lettori, buongiorno a tutti, siete pronti per il weekend? 
Stasera arriva a Roma la cugina di mio marito, quindi trascorreremo con lei il fine settimana per farle vedere e conoscere le bellezze di questa meravigliosa - seppur caotica - città! 
Però sabato, come potete vedere dal calendario qui a destra, parteciperò all'evento organizzato dall'EWWA, European Writing Women Association, un'associazione giovanissima, nata a settembre su idea di professioniste del settore, tutte italiane. Durante l'evento presenteranno l'associazione, illustreranno i suoi scopi e Cinzia Giorgio ci parlerà del suo ultimo libro, “Orgoglio senza pregiudizio: le ragazze di Jane Austen” (Edizioni Opposto), illustrandoci alcuni personaggi femminili di questa meravigliosa scrittrice. E come non essere presente se si parla della mia autrice preferita? ^_^ Nel pomeriggio, invece, è stato organizzato un workshop di scrittura, ma ho paura che non potrò rimanere. In ogni caso, lunedì vi racconterò com'è andata, intanto faccio un enorme in bocca al lupo a queste donne davvero in gamba!

E ora veniamo a noi. Come promesso ieri su Facebook oggi vi racconto una favola, una favola per adulti! Dopo aver letto il libro di Viviana Giorgi, "Alta marea a Cape Love" ero curiosa di leggere altri romanzi editi da Emma Books, e ho scelto "Le scarpe son desideri" di Mara Roberti e anche stavolta non sono rimasta delusa.

La protagonista, Cecilia, lavora in un famoso negozio di scarpe a Milano, ma le proprietarie sono due zitelle acide che la sfruttano senza farsi troppi problemi. 
Quando arriva a casa, la sera, nonostante la stanchezza, si mette al pc e scrive al misterioso Uomo Tranquillo, che, dalle sue email, sembra l'unica persona al mondo in grado di capirla davvero. A turbare però la vita tranquilla del condominio in cui vive Cecilia arriva un nuovo inquilino, Stefano, e si installa nell'appartamento sotto quello di Cecilia. Stefano è bello da morire ma, all'apparenza, antipatico e maleducato, e soprattutto è pericolosamente affascinante. L'unico problema è che non sopporta il rumore dei tacchi.
I due continuano a incontrarsi e scontrarsi, ma ecco che Cecilia viene distratta da una bella novità che le sorelle acide avevano tentato di tenerle nascosta: Steve Sanz, il più famoso creatore di scarpe dà una festa a cui parteciperanno i più importanti negozi di scarpe della città e Cecilia è invitata. 
Riuscirà a partecipare alla festa che può cambiarle la vita? E chi sceglierà, l'Uomo Tranquillo o il tenebroso vicino?

Come avrete notato si tratta di una favola moderna, se vogliamo è un adattamento alla Cenerentola che tutti conosciamo e amiamo. La stessa protagonista si paragona a lei, e anche qui abbiamo un elemento a cui tutte le donne non rinunciano, quel qualcosa che può cambiare la nostra giornata, che può farci tornare il buonumore: le scarpe.
L'amore delle donne per le scarpe è un argomento che ossessiona psicologi e studiosi, ma solo noi possiamo capire veramente cosa si prova indossando un paio di scarpe che ci fanno sentire uniche e speciali e che, come dice l'autrice, ci innalzano facendoci avvicinare un po' di più al cielo.
Ogni paragrafo è anticipato da frasi di personaggi famosi, che ne dite di questa?

"Gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale. E infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te."

Sex and the City
Oppure questa:

"I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male."

Totò

Un libro godibile, breve, che si legge in poco tempo, è una favola romantica, che fa sognare. Dopo aver letto "Io prima di te" avevo bisogno di una storia "leggera" e divertente, e la bravissima Mara è riuscita ad accontentarmi. Sapevo come sarebbe andata a finire, ma nonostante questo non riuscivo a smettere di leggere, per assaporare quei momenti piacevoli e anche piccanti che fanno sorridere.
L'unico neo forse riguarda i personaggi di contorno, un po' stilizzati, poco caratterizzati, magari andavano approfonditi un po' meglio, come il fratello di Cecilia o anche le zitelle, ma consiglio comunque questo breve romanzo a chi ha bisogno di coccole e a chi, semplicemente, ha voglia di sognare un po'! ^_^

"Andò in camera con il passo un po’ barcollante per via del vino e aprì l’enorme scarpiera. Sapeva già che cosa cercava. Allungò le mani e prese le scarpe di vernice rossa. Quelle che sua mamma metteva nelle occasioni speciali. Come ballare in soggiorno con suo padre. Cucinare una torta per loro la domenica. Andare a comprare dei fiori. Per sua madre la vita era piena di occasioni speciali. Lei sì che sapeva come guardare le cose dall’altezza giusta. Ma era Gas che aveva ereditato la sua capacità di vivere in modo spensierato, con leggerezza. Cecilia aveva la pesantezza imperdonabile del padre, la sua stessa difficoltà a spiccare il volo. Per questo adorava i tacchi, perché la facevano sentire un po’ più eterea, più leggera.
Indossò le scarpe della madre e si sentì subito meglio. Si guardò nello specchio a figura intera. Era incredibile come le stesse scarpe facessero un effetto diverso su due donne diverse. Sulla madre quelle scarpe rosse erano magiche, sensuali, divertenti, sfrontate. Su di lei invece erano sempre magnifiche, ma più eleganti, raffinate. Erano sensuali, certo, ma non era la sensualità impregnata di allegria che svolazzava intorno alla madre. Era una sensualità diversa, più terrena, azzardata."


martedì 26 novembre 2013

Io prima di te... una bella poesia

Cari i miei lettori, buongiorno, come state?

Sì sì, lo so che fa freddo, l'importante per quanto mi riguarda è che non piova! La pioggia non mi piace, a meno che non sia sabato o domenica, quando cioè posso trascorrere il pomeriggio sotto il piumone con una bella tisana e un buon libro ^_^
A proposito di questo, la settimana scorsa - nel programma radio - ho anticipato la trama di un libro che avevo finito di leggere proprio il giorno prima e che ho promesso di recensire presto. Si tratta di "Io prima di te", di Jojo Moyes.
Premetto che questo romanzo mi era stato consigliato dalla mia amica Monica, che me lo aveva caldamente raccomandato. Ancora ricordo che le dissi che l'avrei messo in lista, ma non sapevo quando l'avrei letto perché la trama mi sembrava drammatica e pesante e in quel periodo non ero molto in vena di letture del genere. Però la copertina mi aveva talmente colpito che finché non l'ho acquistato non riuscivo a togliermelo dalla testa! Non so chi abbia scelto la cover, ma ha fatto un ottimo lavoro. E' una copertina che cattura, è significativa e riassume in maniera poetica la trama del romanzo.


Ve lo racconto: la ventiseienne Louisa Clark ha appena perso il lavoro come cameriera in un locale della cittadina in cui vive, una località turistica vicino Londra, che offre come unica attrattiva un antico castello. Dopo diversi colloqui e prove di lavoro insostenibili per lei, decide di dare una possibilità a se stessa come assistente domiciliare. Sostiene un colloquio severo con la signora Traynor che decide di andare al di là dell'apparenza un po' stramba di Louisa e assumerla per assistere il figlio Will, un ragazzo di trentacinque anni pieno di vita, che dopo un terribile incidente è finito su una sedia a rotelle, senza possibilità di guarigione.
Non voglio dilungarmi nella trama, in ogni caso i due ragazzi all'inizio non riescono a trovare punti di incontro, perché Will è scorbutico, presuntuoso e arrogante, mentre Louisa è una ragazza solare, allegra e chiacchierona. Alla fine riesce a trovare una breccia nel cuore indurito di Will e i due iniziano a punzecchiarsi a vicenda e a stimolarsi. Will ritrova il sorriso e la voglia di uscire, ma qualcosa frena l'entusiasmo della ragazza: viene a sapere, involontariamente, che Will ha dato ai genitori 6 mesi di tempo per stare con lui prima di andare in una clinica svizzera a porre fine alla sua vita.
Un colpo terribile per la ragazza e anche per il lettore, che riponeva una speranza in questa giovane così diversa dalle precedenti assistenti. Tiene per sé questo pesante fardello, ne parla soltanto con la sorella che la sostiene e la incoraggia ad avere ancora speranza.

I personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti hanno un carattere ben definito: il fidanzato di Louisa sembra interessato soltanto al suo lavoro di personal trainer e si allena fino allo sfinimento per affrontare una gara importantissima; i genitori di Louisa vivono il disagio di una condizione di lavoro precaria, sembra che stravedono per la sorella più intelligente e sveglia di lei, che però si è fatta mettere incinta da un tizio che l'ha abbandonata e, a tutti gli effetti, dopo che il padre viene licenziato, vivono sulle spalle di Louisa, grazie al suo lavoro ben retribuito; i genitori di Will vivono separati in casa, sono in difficoltà perché non sanno come prendere il figlio, non riescono a trovare il bottone giusto da premere e nasce così anche un po' di gelosia da parte della madre nei confronti di Louisa, nonostante si renda conto che lei è l'unica speranza per ridare la voglia di vivere a Will.
Il romanzo è scritto divinamente, è scorrevole e ci fa conoscere non soltanto il punto di vista della protagonista, ma anche degli altri personaggi, veniamo così a conoscere intimamente come vivono la situazione che li tiene tutti col fiato sospeso.
E' anche e soprattutto una storia d'amore, perché Will e Louisa si innamorano, profondamente e perdutamente. Mi ricordo di aver letto una recensione sul NY Times in cui i due protagonisti venivano paragonati a Jane Eyre e Mr. Rochester, appena l'ho letto mi son detta: ma come ho fatto a non pensarci subito? E' così evidente! Le battute ironiche che si scambiano, i continui stimoli che Will, più colto di Louisa, offre a questa ragazza forte e coraggiosa, due aspetti positivi che non sa di possedere. Il burbero Will si scioglie davanti alla schiettezza e irriverenza della ragazza e diventa persino dolce. I due crescono insieme, sorridono insieme e soffrono insieme.
Leggendo questa meravigliosa storia d'amore ho riso, credetemi, ho riso tanto, ma ho anche versato tante lacrime. La storia è forte e devo confessarvi che a un certo punto, a un centinaio di pagine dalla fine, ho dovuto interrompere la lettura, mi sono dovuta riposare, lasciarlo un po' da parte, far sedimentare i sentimenti contrastanti che provavo dentro il mio cuore, perché non volevo andare avanti, non volevo conoscere la fine, ma allo stesso tempo fremevo perché volevo continuare e quando l'ho finito avrei voluto ricominciare daccapo.
Era da tanto che non leggevo una storia così intensa e bella, bella nel senso più puro del termine.
Lo consiglio vivamente a tutti!



"Lo baciai cercando di portarlo indietro. Lo baciai e tenni le labbra contro le sue finché i nostri respiri si mescolarono e le lacrime che sgorgavano dai miei occhi diventarono sale sulla sua pelle, e mi dissi che, da qualche parte, minuscole particelle del suo corpo sarebbero diventate minuscole particelle del mio, assorbite, inghiottite, vive, eterne. Volevo imprimere anche il più piccolo pezzettino di me contro di lui. Volevo lasciare qualcosa di mio dentro di lui. Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere. Mi resi conto che avevo paura a vivere senza di lui."


Questo è il sito dell'autrice: http://www.jojomoyes.com/







giovedì 21 novembre 2013

Radiooooo

Buoooongiorno a tutti miei cari lettori, come state?
Come dite? Come sto io? Beh, oggi non voglio lamentarmi, anche se.... i dolorini ancora ci sono ma le cose migliorano di giorno in giorno, perciò pensiamo positivo!!
So che molti non sono riusciti a sentire la trasmissione alla radio, era un giorno lavorativo e l'orario era un po' difficoltoso per tutti, ma so che siete ansiosi di sentirmi straparlare, vero?

Come avevo scritto su fb, appena arrivata davanti alla sede della radio, vicino Trastevere, ero emozionatissima, per fortuna la mia cara mamma mi ha accompagnata e mi ha distratto chiacchierando del più e del meno.
Per quanto riguarda la Ryar Web Radio, si tratta di un'associazione ben organizzata, nella sede c'è un bar e anche uno spazio per le band giovanili che vogliono farsi conoscere.

Alle 4e10 arriva trafelato Andrea, il fantastico speaker del programma La Giovane Italia. Dopo essere stato un bel po' in mezzo al traffico era sconvolto, ma si è ripreso immediatamente e mi ha messo subito a mio agio, salutandomi come se ci conoscessimo da sempre e mi ha introdotto nella sala dove va in onda il programma, piccolina ma accogliente. Dietro il vetro si è posizionata mia mamma in compagnia di Floriana, una ragazza dolce e in gamba che si è occupata di mandare in onda le canzoni scelte da me (gentile concessione di Andrea).
Detto fatto la trasmissione inizia, cuffie nelle orecchie e bocca vicino al microfono, le mie guance appena pronuncio la parola "ciao" diventano fucsia, però Andrea con la sua voce calda e gentile mi dà subito il via e io riesco a parlare della mia passione, dei libri e del blog. Un paio di impappinamenti (si dice??) ci sono stati, anche se mia mamma dice di no, ma è la mamma ♥ Sentivo la mia voce rimbombare nelle orecchie e non la riconoscevo, anzi, veramente nemmeno mi piaceva, ma Andrea mi ha assicurato che ho una bella voce, mi direte anche voi cosa ne pensate, soprattutto cosa ne pensate di tutto ciò di cui ho parlato!
Il tempo, vi assicuro, è volato via, non volevo andarmene, ma arrivate le 5e30 Floriana ci ha fatto cenno di chiudere, saluti e baci con la promessa di rivedersi e ... udite udite con l'idea di registrare qualche mia recensione da mandare in trasmissione ogni tanto, una cosa come "Chiara oggi ci consiglia..."

Insomma ragazzi, un'esperienza bellissima, emozionante e anche divertente! Spero di rivedere Andrea e perché no... di tornare in trasmissione!! Mi autoinvito! ^_^
Qui sotto trovate la pagina con il link per riascoltare la trasmissione del 19 novembre e per ascoltare le puntate precedenti. Segnatevi il nome di questa radio e del programma di La Giovane Italia, largo ai giovani, grazie ad Andrea che si fa portabandiera dei nostri problemi ma anche delle nostre gioie! E grazie a tutti coloro che avranno la pazienza di ascoltarmi!

lunedì 18 novembre 2013

Cupcake Club

Buongiorno a tutti cari lettori, come state?
Vorrei ringraziarvi per i messaggi che mi avete scritto nel post precedente, siete stati davvero carini! Pensavo di tornare al lavoro oggi e invece eccomi ancora a casa :-( Purtroppo lo stomaco non si è ripreso e mi sveglio ogni mattina con un dolore alla cervicale pazzesco. Infatti dopo questo post corro subito dal dottore, vi farò sapere cosa mi dice! Oggi pomeriggio prometto che passerò a trovarvi!!
Intanto volevo ricordarvi la mia intervista alla radio - sperando di essere abbastanza in forma! - domani alle ore 16.30, collegandovi a questo link http://www.ryar.net/ mi sentirete blaterare per un'oretta! Per chi non potesse ascoltarla e fosse interessato può sintonizzarsi su un link, che poi vi darò, la sera stessa o il giorno dopo.

Oggi torno a parlarvi di libri, anche perché ho un po' di arretrati. Tempo fa ho letto "Cupcake Club" dell'irlandese Roisin Meaney.


La protagonista è Hannah, una ragazza come tante che convive con il fidanzato e ha un sogno nel cassetto che finalmente sta per realizzare: aprire un negozio di deliziosi cupcakes nella cittadina irlandese in cui vive, Clongarvin.
Purtroppo, la sera prima dell'inaugurazione, pronta per andare a festeggiare a cena con amici e parenti, Hannah viene sconvolta dalla rivelazione del fidanzato: la lascia perché ama un'altra.
Quella sera Hannah inventa una scusa per conto del suo ragazzo, ma in seguito la notizia si sparge e le sono tutti vicino. 
All'inizio è davvero dura per lei, anche perché il negozio ci mette un po' per prendere piede ed è ancora sconvolta per quello che è successo. Piano piano però, grazie al suo migliore amico, Adam, ai suoi genitori, a nuovi amori, riuscirà a riprendere in mano la sua vita, ad aprirsi e a sorridere di nuovo.
E' una storia semplice ma vera e sincera. Il negozio, "Cupcake Club", non è tutto rose e fiori, l'autrice ci rende partecipi delle difficoltà della protagonista di avviarlo, la fatica dello stare alzati la notte per cucinare i cupcakes, inventare ricette nuove e stare tutto il giorno in negozio per venderli. 
E' un romanzo comunque scorrevole, piacevole da leggere. Anche i personaggi di contorno sono significativi, hanno una loro vita, una loro storia da raccontare che è anche dura da accettare, come quella dei vicini di casa dei genitori, che viene sconvolta da un incidente terribile; c'è il racconto di vita della sorella di Adam, ormai americanizzata che non si trova più a vivere in un paesino come Clongarvin e seguiamo anche le vicissitudini di Patrick, l'ex fidanzato di Hannah, che si trova a dover vivere una viva con la nuova compagna che in realtà non voleva.
Insomma, veniamo a conoscere diverse realtà e questo rende il romanzo interessante, sfaccettato e per niente banale.
Consigliato!
Ragazzi, vi auguro buon lunedì! Ora scappo dal dottore :'(

"Ma il pensiero della casa buia e vuota che la aspettava, il pensiero di tornare in una casa dove non c’era nessuno, il pensiero di tutte quelle domande senza risposta fu come una pugnalata. Alzò il bicchiere e bevve così velocemente che un po’ di vino rosso traboccò finendo sul suo terribile abito nero. Nessun problema, non aveva intenzione di indossarlo ancora. Lo odiava, e sarebbe stato ricordato come l’abito che indossava quando Patrick aveva rotto con lei. Era l’abito della rottura. Come avrebbe potuto guardarlo ancora senza ricordarsene?"










giovedì 14 novembre 2013

Un saluto veloce

Buongiorno a tutti cari lettori,  come state? 
Io non molto bene purtroppo :-( A quanto pare gira un virus e io me lo sono beccato tutto!!
Ieri mattina ero al lavoro e di punto in bianco ho cominciato ad avere dei crampi allo stomaco. Dopo un'ora non passavano, così mio marito è venuto a prendermi per portarmi da mia mamma, la casa più vicina, anche perché io abito fuori Roma, lo sapete..
Insomma,  non voglio farvela lunga, ma dopo un paio d'ore che avevo preso un buscopan ho avuto un calo ipoglicemico e son svenuta!!
Beh mio fratello e mio marito che nel frattempo era tornato al lavoro si sono precipitati di nuovo dai miei e mi hanno coccolato :">
Ragazzi è stato veramente ma veramente brutto :'( in più ho fatto preoccupare tutti! 
Oggi sto un pochino meglio, nonostante non abbia dormito molto e non posso mangiare praticamente nulla :-/
Ma sapete che la cagnolina di mia mamma non mi ha lasciato un attimo ieri? Mi ha fatto taaante coccole ♥

Vi scrivo anche per darvi una bella notizia già accennata su fb: martedì 19 alle 16.30 sarò ospite del programma radio La Giovane Italia del simpaticissimo Andrea. Potete collegarvi e sentire la trasmissione in diretta tramite il seguente link: http://www.ryar.net
In ogni caso la si può riascoltare con calma la sera stessa o nei giorni seguenti! 
Potete immaginare la mia emozione quando mi è stato proposto di partecipare e la conseguente ansia :P spero che vada tutto bene, anche perché parlerò della mia più grande passione, i libri!! ^_^
Anzi, se avete suggerimenti su un argomento particolare da affrontare sono ben accetti! 

Auguro a tutti un fantastico weekend e divertitevi anche per me!  Baciii


lunedì 11 novembre 2013

Gli occhi gialli dei coccodrilli e non solo

Un buon lunedì a tutti, miei cari lettori! Trascorso un bel weekend? A parte il tempo pazzerello… a Roma è arrivato l’inverno e io non ero affatto preparata, non ho nemmeno fatto il cambio stagione, fino a due settimane fa andavo ancora in giro a maniche corte!! Beh, pazienza, sono riuscita comunque a fare sport sabato, ad andare dalla parrucchiera e a fare questo dolcetto per il pranzo di ieri, che è stato molto apprezzato! Si chiama crumb cake, la ricetta l’ho presa da Giallo Zafferano, è un dolce con pere, frutti di bosco e un crumble con farina di mandorle, burro, scorza di lime e sale. Ecco, i pizzichi abbondanti di sale nel crumble non mi hanno fatto impazzire, probabilmente la prossima volta non lo metterò proprio e diminuirò anche le dosi di burro, si sente troppo per i miei gusti. In ogni caso è piaciuto molto!






Come già accennavo su facebook venerdì, su suggerimento del mio amico Ema, aprirò un angolino dedicato ai più piccini, spero che le mamme e i papà che amano leggere libri ai loro pargoli lo apprezzeranno. Collaborerò con Sinnos, Edizioni Lapis e Il Battello a Vapore. E’ un progetto che mi sta a cuore e spero davvero che funzionerà!

Un’altra news che tengo molto a condividere con voi riguarda un autore italiano molto in gamba che ho avuto modo di conoscere di persona e di cui apprezzo e amo lo stile: Romano De Marco. Sabato mi è arrivata una mail in cui Romano mi diceva di essere tra i semifinalisti del più importante premio di narrativa poliziesca in Italia, il premio Scerbanenco, con il suo bellissimo romanzo “A casa del diavolo” che ho recensito tempo fa. La procedura di votazione può sembrare complessa, in realtà è soltanto molto seria, che ne dite di dargli una chance di arrivare tra i 5 finalisti? Se lo merita davvero! Il link per votare è il seguente: http://www.noirfest.com/2013/scerbanenco.asp
Devo però avvertirvi che nome e cognome dei votanti saranno pubblici. In ogni caso grazie a tutti!

Bene, ora passiamo a parlare di un libro che mi era stato consigliato dalla mia amica Loredana.


Si tratta di una trilogia di cui “Gli occhi gialli dei coccodrilli” è il primo volume. L’autrice è la francese Katherine Pancol. Ero un po’ scettica prima di dedicarmi a questa lettura, semplicemente perché ormai sapete che non amo le trilogie, ma questo romanzo mi ha stupito, non riuscivo a smettere di leggere.
Protagoniste sono in assoluto le donne: la matriarca, madre di Iris e Joséphine, entrambe mogli e madri. Iris è bella, elegante e ricca, con un matrimonio apparentemente felice con un famoso avvocato parigino; Joséphine è bruttina, ha sempre subito il fascino della sorella più bella e intelligente, ma lei è presa dalla sua vita semplice e dalla sua carriera come studiosa di storia medievale e dopo che il marito l’ha abbandonata per andare a vivere insieme a un’altra donna, deve pensare anche a mandare avanti la famiglia, perché ha due figlie a cui badare.
La storia prende una piega inaspettata quando Iris, a cena con un editore, si vanta di stare scrivendo un romanzo storico, fregiandosi delle conoscenze della sorella sul mondo medievale. Joséphine accondiscende al progetto di scrivere il romanzo perché ha bisogno di soldi, mentre Iris se ne prenderà il merito come autrice.
E’ un romanzo intenso, a volte duro, incentrato sulla vita di queste donne così diverse tra loro: Joséphine che si è sempre appoggiata al marito, deve prendere la situazione in mano e tirerà fuori il coraggio per andare avanti, nonostante le difficoltà e i continui rimproveri della figlia maggiore; Iris, all’apparenza forte, è invece fragile e insicura, non riesce a prendersi cura del figlio né tantomeno del marito, presa dalla sua vita in realtà vuota. Sono rimasta affascinata dalla timida Joséphine, può essere di esempio a tante mamme e mogli costrette a dover fronteggiare l’abbandono da parte del marito, o a dover prendersi cura da sole dei propri figli: è una donna coraggiosa, un’eroina dei nostri tempi, nonostante la sua semplicità e modestia.
Anche i personaggi secondari sono ben descritti, ma è soprattutto la psicologia della donna a essere presa in esame in maniera approfondita e audace.
Non vedo l’ora di leggere il seguito!
Auguro a tutti una splendida settimana ^_^

"Stelle [...]. Datemi la pace e la forza interiore, datemi l'uomo che aspetto in segreto. Alto o piccolo, ricco o povero, bello o brutto, giovane o vecchio: non ha importanza per me. Datemi un uomo che mi amerà e che io amerò. [...] Non vi chiedo l'impossibile, vi chiedo semplicemente un uomo, perché, vedete, stelle, l'amore è la più grande ricchezza che c'è... L'amore che si dà e quello che si riceve. E' questa la ricchezza di cui io non posso fare a meno."

martedì 5 novembre 2013

E la frase più bella di novembre è.....

Buongiorno a tutti cari lettori,
la partecipazione alla rubrica di questo mese "The Most Beautiful Sentence" è stata numerosa e competitiva. Ha partecipato chi sta poco bene e qualcuno ha fatto perfino capolino in tarda serata! Mi fa piacere che questo piccolo giochino vi coinvolga a tal punto e mi fa pensare che teniate un pochino anche a me e che quando leggete un libro e sottolineate una frase pensiate alla mia rubrica :">
La scelta della frase vincitrice è stata ardua, avete scelto frasi profonde e toccanti e non è stato semplice sceglierne una, infatti ne ho scelte due ^_^

Signori e Signore è con immenso piacere che vi annuncio i vincitori del mese di novembre:

Cristina Lee, con una frase tratta da "Tienimi con te" di Jessica Sorensen:


"Le persone non intendono mai fare nulla che ferisca gli altri, ma qualche volta succede lo stesso, in un momento di emotività, o di scarsa razionalità, o semplicemente perché si dicono cose che dovrebbero restare solo dei pensieri. 
O perché si cede soltanto per un attimo. 
Le persone si feriscono in continuazione."

Questa frase mi è entrata dentro, mi ha colpita dritto al cuore, perché succede. Le persone si feriscono, anche se si vogliono bene, si fanno del male pensando di fare del bene, a volte semplicemente i pensieri non riescono a restare nella testa e devono per forza uscire fuori e allora si soffre, si soffre nel dire cose cattive e nel sentirsele dire.

E Sole con questo pensiero tratto da "Il sistema periodico" di Primo Levi:


"Mi dichiaravo pronto a perdonare i nemici, e magari anche ad amarli, ma solo quando mostrino segni certi di pentimento, e cioè quando cessino di essere nemici. Nel caso contrario, del nemico che resta tale, che persevera nella sua volontà di creare sofferenza, è certo che non lo si deve perdonare: si può cercare di recuperarlo, si può (si deve!) discutere con lui, ma è nostro dovere giudicarlo, non perdonarlo."

Anche la frase di Sole mi ha lasciata con un vago senso di malinconia e tristezza, è forte e vera. Qui entra in gioco anche la religione per chi è credente come me, bisogna perdonare i nemici, ma non è affatto facile e spesso non ci si riesce, a meno che questi, come dice Levi, non "mostrino segni di pentimento".

Mi sono sembrate due frasi in qualche modo legate tra loro e credo che ognuno di noi abbia avuto esperienza in merito. Cosa ne pensate? Ditemi la vostra! ^_^

lunedì 4 novembre 2013

The Most Beautiful Sentence

Buoooongiorno a tutti carissimi, com’è andato questo lungo fine settimana?
A me sembrava che i giorni fossero sfalsati, venerdì mi sembrava sabato e sabato mi sembrava domenica, insomma, ero un po’ confusa. Comunque alla fine il 31 non c’è stata nessuna passeggiata al centro di Roma, eravamo troppo stanchi dopo il tennis, così cenetta a casa e poi a nanna (triiiste lo so!)... venerdì e sabato siamo andati a trovare la nonna di mio marito e ci siamo abbuffati di mozzarella di bufala e pane casertano mmm ragazzi che bontà! Anche se ogni volta che torno da lì mi ritrovo ingrassata di non so quanti chili :-/ poi sabato sera siamo passati a trovare i miei e - nonostante avessimo detto a mia madre di preparare qualcosa di leggero - ci ha fatto trovare salsicce con patate al forno, pomodorini in padella, spiedini e chi più ne ha più ne metta! Tutto buonissimo, ma che pancia!! Anche perché noi avevamo portato mozzarelle e pane tipico della provincia di Caserta, una sorta di ciambella ripiena di pancetta e salsiccia. Insomma, un weekend all'insegna del buon cibo :P Domenica ci dovevamo inevitabilmente muovere, quindi siamo andati a giocare un po' a tennis e la sera avevamo un compleanno, siamo stati tra amici e ci siamo divertiti.
E voi? Cosa mi raccontate di bello?

Chiedo venia, ma giovedì non vi ho ricordato dell'appuntamento con la rubrica mensile "The Most Beautiful Sentence", che si tiene ogni primo lunedì del mese. Un ripassino veloce per chi ancora non la conoscesse e volesse partecipare: ognuno di voi, me compresa, scriverà nei commenti a questo post la frase più bella, la frase che più vi ha colpito del libro che state leggendo o che avete appena finito di leggere. Accanto alla frase dovrete scrivere da quale libro è stata tratta, dopodiché, sceglierò la frase più bella, a mio parere, decretando così il vincitore (che non vincerà niente ahahah).


Allora, siete pronti? 
La mia frase di questo mese è tratta da "Gli occhi gialli dei coccodrilli" di Katherine Pancol, splendido romanzo che recensirò nei prossimi giorni:
"Stelle [...]. Datemi la pace e la forza interiore, datemi l'uomo che aspetto in segreto. Alto o piccolo, ricco o povero, bello o brutto, giovane o vecchio: non ha importanza per me. Datemi un uomo che mi amerà e che io amerò. [...] Non vi chiedo l'impossibile, vi chiedo semplicemente un uomo, perché, vedete, stelle, l'amore è la più grande ricchezza che c'è... L'amore che si dà e quello che si riceve. E' questa la ricchezza di cui io non posso fare a meno."

A voi, miei cari lettori, è il vostro turno! Buon lunedì ;-)