martedì 6 maggio 2014

L'ultimo battito del cuore

Ciao a tutti carissimi, come state? 
Non sono sparita eh? E' che ho avuto qualche giorno di ferie e come sa chi mi segue da tempo, quando sono in vacanza stacco da tutto, soprattutto da internet, però siete sempre nei miei pensieri :-)
Oggi vi vorrei parlare di un libro che ho finito da poco, che mi era stato inviato dall'ufficio stampa della Giunti taaanto tempo fa, chiedo perdono per il ritardo nella recensione.
L'autrice è italiana, Valentina Cebeni, classe 1985, vive a Roma e L'ultimo battito del cuore è il suo romanzo d'esordio.


Ho avuto il piacere di fare una "chiacchierata" in chat con Valentina, mi è sembrata una persona umile e con i piedi per terra, doti rare per uno scrittore, soprattutto esordiente che comunque ha avuto successo.
E' letteralmente terrorizzata dalle recensioni dei blogger, lo dico simpaticamente, ma io l'ho subito tranquillizzata dicendole che il libro mi era piaciuto! Devo dire che sarei spaventata anch'io dalle opinioni dei lettori, credo sia normale, si pensa subito alle eventuali critiche, o peggio ancora, alle stroncature, nonostante vengano da comuni lettori. Valentina però tiene in grande considerazione l'opinione dei blogger, sebbene non si tratti di recensioni chiamiamole professionali e lo apprezzo, perché la nostra è una passione, sì, ma è anche un "lavoro" :-)

Veniamo al libro. La copertina mi ha colpita al primo sguardo, la trovo intensa, forte, malinconica e dolce, racchiude in sé tutto lo spirito del libro.
Penelope, la protagonista, ha subìto un lutto, è morto il suo compagno, l'amore della sua vita, Adam, in un incidente stradale da cui lei è uscita miracolosamente illesa.
E' difficile riprendersi da una perdita del genere e Penelope non fa eccezione. La sorellastra, Addison, tenta di aiutarla, invitandola a trasferirsi da lei, nella sua casa nel Kent, insieme al marito Ryan, costretto su una sedia a rotelle a seguito di un incidente, e al figlio di Addison, Leonard, avuto dal primo matrimonio.

Penelope si accorge subito che l'atmosfera in casa non è delle migliori: Addison è sempre scontrosa, fredda, dà ordini a tutti; il figlio Leonard non parla, Ryan subisce il caratteraccio della moglie senza reagire e Penelope si ritrova sola. 
Un giorno però il cognato le parla del suo progetto di prendersi cura del loro giardino, trascurato da tempo, così, con l'aiuto di Ryan e di Tristan, il giardiniere del paese misterioso e affascinante, Penelope riuscirà a ritagliarsi dei momenti di serenità, il contatto con la terra, la scelta dei fiori, l'aiuteranno pian piano a tornare alla vita, a sentire di nuovo i profumi, a vedere di nuovo i colori e a provare di nuovo qualcosa che si avvicina all'amore, grazie a Tristan.


La scrittura di Valentina è vivida, coinvolgente, magnetica, quasi fisica: ho provato il dolore di Penelope, l'ho sentito, toccato, sono morta con lei quando è morto Adam, Adam che è sempre presente in ogni pagina, in ogni pensiero, in ogni respiro del libro; ho avuto la sensazione di toccare la terra insieme alla protagonista e di rinascere a poco a poco, lentamente, insieme a lei, ho sentito il suo cuore tornare a battere.
Tutti i personaggi sono vivi, veri, ho odiato Addison con tutta me stessa, perché mi sono immedesimata nella protagonista, ma poi ho assaporato anche il suo punto di vista e ho cercato di comprendere le motivazioni dei suoi comportamenti.
Per Ryan ho provato compassione, mi ha fatto venire in mente Will, protagonista di "Io prima di te", ho pensato a come sono diversi e uguali, entrambi incapaci di accettare la propria situazione; Tristan invece all'inizio è sfuggente, ma poi si apre anche lui all'amore e alla vita, a Penelope. Il suo profondo affetto basterà a farle dimenticare l'amore della sua vita?
Il finale non è affatto banale, fino alla fine ho sperato si concludesse in un altro modo, ma poi ho capito che era così che doveva finire. 


"D'ora in avanti la sua vita si sarebbe per sempre divisa tra un prima e un dopo Adam. La sua assenza sarebbe stata lo spartiacque di un'esistenza che faticava a vivere, a dispetto delle tante pacche sulle spalle e dei buoni consigli ricevuti.[...] Lei non sentiva alcun bisogno di passare il tempo a fissare la sua foto porcellanata, perché il dolore per la sua perdita le era già entrato nel sangue, infettandola di un veleno per il quale non esiste antidoto."

9 commenti:

  1. M'ispira tanto tanto tanto :)

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  2. BELLISSIMO ... GRAZIE CHIARA E GRAZIE VALENTINA CEBENI

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    1. Sei sempre un tesoro, grazie a te ♥

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  3. Ciao! Anche io l'ho letto e recensito, devo dirti che mi ha piacevolmente sorpresa. Un libro che è andato controcorrente rispetto al mio pensiero, ma meglio così :)

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    1. Ciao!
      E' vero, è un libro sorprendente e spiazzante :-)

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